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martedì 5 novembre 2013

Ad un mese dal convegno delle gioventù indipendentiste: le basi per una lotta permanente.

Di Andrìa Pili 

Lo scorso 27 settembre, nell'ateneo cagliaritano, si è tenuto il convegno delle gioventù indipendentiste europee, organizzato dal comitato studentesco SCIDA 2013, sotto il tema della "Storia del sindacalismo indipendentista universitario nel contesto europeo." A questo hanno preso parte la Ghjuventù Indipendentista (Corsica) e lo Sinn Fein-Republican Youth (Eire). Il carattere storico dell'evento è stato senz'altro importante, non solo perché è stata la prima volta in cui un simile evento si è tenuto nella nostra nazione, ma anche perché ci ha consentito di conoscere le vicende dei movimenti ospiti, quanto la storia delle aggregazioni studentesche nelle nostre isole. Ma non si è trattato soltanto di una mera celebrazione di ricordi del passato; si è constatata la persistenza della repressione politica in tutte le terre oppresse dagli Stati europei, specialmente a danno del gruppo corso nostro ospite, il quale ha pagato duramente la sua rinascita – come movimento studentesco eminentemente politico, rispetto ai propri colleghi nazionalisti – con le intimidazioni da parte delle forze dell'ordine francesi (citazioni, arresti, galera). Particolare emozione vi è stata con il racconto delle vicende del giovane patriota della GI Nicolaju Battini, di 20 anni, il quale si trova nel carcere di Parigi in attesa di giudizio, il quale – probabilmente – arriverà non prima dei prossimi tre anni. Spazio importante dell'incontro ha avuto anche la dimensione temporale presente, il quale ha evidenziato le analogie tra le condizioni dei nostri paesi. Ad esempio, Corsica e Sardegna si ritrovano svantaggiate nei trasporti da e per l'isola, quanto in un sistema scolastico del tutto basato sulle linee guida centrali (il rappresentante corso Santoni ha parlato degli istituti agrari corsi, nei quali lo studio è basato sul sistema agricolo francese).

Ritengo che la tematica più importante, fra quelle trattate, sia quella relativa al futuro dei nostri paesi, delle nostre organizzazioni, della nostra collaborazione. La relazione di SCIDA 2013 ha evidenziato – seguendo un filo logico che ha caratterizzato, finora, tutta la sua elaborazione – l'esistenza di una politica europea a due dimensioni: una statale ed una popolare-nazionale, cui si riferiscono il fenomeno dei “diritti”, della “Pace” e della “stabilità” europea contrapposto alla Realtà di un'Europa in preda a conflitti tra istituzioni politiche in lotta fra loro (come evidenziato dalla recente crisi economica europea) e a sua volta unite dalla repressione, da una vera e propria guerra, contro le nazioni in lotta per la propria emancipazione. Tale conflitto – per quanto ci si sforzi di nasconderlo – esiste e può vincere anche contro l'Europa degli Stati, usando gli stessi strumenti offerti da essa (come dimostra l'eroica lotta della patriota basca Ines del Rio, per il riconoscimento dei suoi diritti umani e quelli degli altri prigionieri politici baschi sotto lo Stato spagnolo) può essere sanato soltanto con l'indipendenza di tutte le nazioni, e quindi con la fine del modello dello Stato-Nazione occidentale. Modello su cui questa Europa politica ed economica si basa, esprimendosi particolarmente contro i paesi privi di uno spazio politico sovrano; per noi giovani, si è manifestata attraverso il Processo di Bologna (politica europeista dell'educazione superiore volta alla perifericizzazione degli atenei, al fine di creare dei centri di eccellenza a scapito di nazioni come la nostra, il cui diritto allo studio è ostacolato e compromesso) e la flessibilità del lavoro. Tutte politiche dettate, chiaramente, dall'ideologia neoliberale, volta a fondare una società governata interamente dal Mercato e, in particolare, dal progetto europeista della creazione di un grande polo capitalista continentale, che possa competere con gli altri attualmente esistenti nel globo. Perciò si punta alla mercificazione del lavoro quanto dell'educazione, attraverso il precariato quanto la costruzione di un sistema educativo del tutto prono agli interessi del mercato, cui noi studenti sardi abbiamo dovere di opporci per coerenza anticolonialista.

Che posizione devono assumere le gioventù indipendentiste europee di fronte a questa Europa? La posizione di SCIDA 2013 è stata molto chiara: non possiamo accettare l'attuale orientamento politico-sociale-economico dell'Unione Europea attuale; allo stesso tempo, dobbiamo marcare con decisione le distanze da un crescente antieuropeismo di stampo sciovinista, il quale non va verso l'emancipazione bensì vorrebbe la restaurazione della piena sovranità degli Stati che ci opprimono. Al fine di evitare la nuova ascesa dei nazionalismi di Stato (pericolo reale, continuamente mostratoci da fenomeni quali il crescente consenso verso i partiti di estrema destra – vedi Francia, Grecia, l'indubbia crescita di CasaPound – quanto verso politiche di stampo razzista) occorre pensare ad un'altra forma di federalismo europeo, purché basato sull'autodeterminazione dei popoli e sulla parità fra essi. La lotta contro questa Europa non può che vedere protagonisti noi giovani, noi indipendentisti. Per questo è necessaria la creazione di una rete fra le gioventù indipendentiste europee, sui 6 punti che SCIDA ha proposto: contro l'Europa degli Stati; contro il Processo di Bologna; contro le politiche lesive dei giovani lavoratori; per una collaborazione culturale; per una condivisione di mezzi di comunicazione (specie radio e web); per una comunione di buone pratiche di lotta politica e di rappresentanza studentesca. Ghjuventù Indipendentista e Sinn Fein Republican Youth hanno riconosciuto l'importanza di tale ambizioso progetto, quanto l'importanza di costruire nuovi rapporti federalistici, guardando non solo all'Europa ma anche al Mediterraneo (dimensione geopolitica più congeniale a Corsica e Sardegna) quanto l'esigenza di costruire una scuola che crei individui liberi ed eguali. Ci auguriamo che tale progetto possa lavorare e dare i suoi frutti. Infatti,  considerando il declino generale della politica di sistema, escludente ogni progetto di tipo emancipativo e volta all'appiattimento delle differenze, la nostra collaborazione internazionale acquisterebbe un senso molto più ampio dei confini delle medesime nazioni. Non solo perché non sarà possibile alcuna liberazione umana, alcuna autentica unione federalista tra i popoli del mondo, fino a quando sussisteranno rapporti di dominazione; ma anche perché nella tanto decantata – in Europa – fine delle ideologie, entro un'uguaglianza di fatto tra i principali poli parlamentari degli Stati, soltanto noi indipendentisti di tutta Europa possiamo – con pieno diritto – sollevare la bandiera della Libertà per tutti.


giovedì 8 agosto 2013

Intervista a su collettivu Arbeschida Sarda “Disterradu sardos contra su colonialismu”

Acabbadas sas intervistas a sos sòtzios indipendentistas de sas Universidades Sardas amus detzisu de dare una mirada a s'emigratzione de sos istudiantes sardos pro cumprender ite nde pensant de sas chistiones polìticas e culturales de sos ùrtimos tempos chi, est siguru, no ant lassadu indiferente calesisiat sòtziu universitàriu, màssimu sos chi s'agatant fora de Sardinna. Amus detzisu de fagher carchi pregunta a Arbèschida, unu de sos sòtzios prus ativos - non petzi, cheret naradu, de su fruntene universitàriu, chi amus a bider como - de s'emigratzione sarda, chi aunit medas esperientzìas ispartas in totu s'Itàlia. Nos at torradu imposta Giuanne Ledda, bortigalesu de 31 annos, laureadu in ingegnerìa informàtica in Pisa e impiegadu in un'impresa pisana chi produit programmas pro internet.

Arbeschida Sarda naschet in su 2009 dae una sintesi de s’esperientzia de “Sos tzirculos contra su G8” de su 2007, annu in su cale si previdiat s’acumprimentu de s’atobiu internatzionale in Sardigna, in s’isula de sa Maddalena.
Intra ‘e sos obietivos bostros b’est semper istadu su e faeddare cun sos Sardos, manteninde vivu unu contatu forte cun sa Sardigna e, in su matessi mamentu, comunicande sa bisione bostra a supra de sas dinamicas sotziales, politicas e culturales de importu pro s’Isula, e chi, in carchi manera, pertocant fintzas s’emigratzione sarda.
Oje, cali sunt sas tematicas chi pessades ser de prus importu e a supra de cali chistiones azzis traballadu de prus?
Cando amos detzisu cun ateros pagos cumpanzos de pesare su collettivu de Arbeschida, dimandandenos tra nois “ite semus” e “ite decidimos de fagher”, nos semus nados subitu chi s’iscopu nostru diat esser bistadu cussu de “faeddare de Sardigna a 360 grados”.
Comente narat su Manifestu nostru e su numene chi amos isseperadu pro su sotziu (“emigrados sardos contra a su colonialismu”) onzi cosa nada, onzi “argumentu” bogadu a campu subr’e sa Sardigna, lu filtramos partinde dae su puntu de vista chi cunsideramos sa Sardigna una terra guvernada in manera coloniale..e chi custa est cosa chi no nos andat bene!
Faghinde custu tipu de tribagliu, chircamos de faeddare unu pagu de totus sos aspetos chi cumportat sa vida in d’una terra isfruttada; chircamos de dare a sos Sardos chi la bivent dae foras sas provas chi s’isfrutamentu coloniale si faghet intender in d’onzi campu de sa vida: in cussu culturale, in cussu ambientale comente in su campu economicu e politicu.
Urtimamente, cun totu sas vicendas de sa gherra contra a su nucleare, de s’incuinamentu industriale in cabu de susu comente in cabu de giosso, de sa gherra chena agabbu contr’a sas bases militares, podimos narrer chi su piùs de sos atopos informativos los amos pesados pro mustrare sos efetos de su devastu ambientale chi semus isperimentande in Sardigna in manera semper piùs pagu cuàda.

In su “manifesto” bostru, faeddaes de comente su processu de omologazione culturale e linguisticu at reduidu, cun su colare e su tempus, a unu fenomenu folkloristicu e a sa conditzione de ispassiu pro sos turistas meda de sas manifestatziones caratteristicas de s’istoria e de sa cultura nostra. A supra de custu, est mudada carchi cosa dae su 2007? Cal’est, pro bois, su rolu de sos emigrados sardos pro defendere, avalorare e mantenner bia, pro ti narrer, sa limba sarda?
In custos urtimos annos amos bidu progressos mannos in contu de su movimentu linguisticu intreu. Sos partidos e sos movimentos indipendentistas e soberanistas ant cuminzadu a leàre in cunsideru seriu sas politicas linguisticas in sos programmas e in sos atos uffitziales; sos intelletuales sardos ant immannidu chircas, pubblicatziones e produtziones, dande vida a unu dibattitu mannu (chi at postu in mesu finas gente esterna a su movimentu) subr’a a s’importantzia politica de tenner una Limba Uffitziale chi siet limba natzionale pro totus sos sardos.
Semus ancora atesu dae su c’ant balanzadu cun sas gherras pro sa Limba, pro esempiu,  sos cumpanzos de Catalunnya o de Euskadi, ma est giustu puru chi bi sient modellos de sighire e “a bellu a bellu” sos signales sunt arrivande: bastat de bier su bellu tribagliu chi sunt faghinde in Thatari sos giovanos de “Su Majolu”.
Nois de Arbeschida semus cunvintos chi sa chistione de sa Limba depat tenner massima prioridade in d’una gherra de liberatzione natzionale comente cussa sarda. In custu sensu, dae pagu tempus a custa banda, chircamos de nos mover cun atos praticos: sunt in Sardu totu sas comunicatziones uffitziale riferidas in carchi modu a sa Sardigna (comunicados, articulos, cummentos a carchi fatu de cronaca, bolanteddos, manifestos, etc.), sunt in Sardu totu sas comunicatziones “internas” de su sotziu (mailing list), chircamos de faeddare e fagher faeddare in Sardu in sas iniziativas inue ischimos chi su publicu est fatu solu dae sardos.
Chircamos de fagher su massimu isfortzu pro impreare su sardu fintzas essende chie de un’ala de si’Isula e chie de s’atera. Est unu tribagliu chi, pensamos, si non cuminzat dae sos militantes de s’area anticolonialista, tando sa gherra nostra la podimos decrarare morta prima de cumintzare.

Cales sunt sas printzipales initziativas chi Arbeschida Sarda at organizadu pro abbarrare ligados cun sa Sardigna e sa cultura sua?
Faeddare de curtura in Sardigna nos est simple. Ca in sos urtimos tempos si sunt colados pro curtura sarda bascaramenes chi no sunt mancu folklore, ma istrochidura de cussu chi sos istranzos cherent bier de sos sardos.
Pro custu amos organizadu s’annu coladu un’atopu interessante meda dae su titulu “folklorizatzione e deculturatzione coloniale in Sardigna” inue Prof. Bustianu Pilosu (sotziu “Tenores Sardigna”) e prof. Antoni Buluggiu (rivista “Camineras”) ant ispiegadu a una platea ricca meda it’est Curtura Sarda e it’est Folkorizatzione, e cales sunt bistados sos efetos antropologicos e sotziales de su colonialismu culturale in sa terra. Dae sa die meda zente at cuminzadu a abaidare a sa produzione curturale sarda cun ateros ogros!
Atera opera de salvaguardia de sa curtura Sarda chi b’andamos fieros est su recuperu de s’opera teatrale “Pedru Zara” de Lenardu Sole, chi semus resessidos a torrare a sos teatros de s’Isula gratzias a s’azudu fundamentale de sa cumpanzia de teatru sardu “Elighelande” de Iscanu Montiferru. Pedru Zara fit dae sos annos ‘70 chi no beniat posta in atu; dae cando sa cumpanzia teatrale militante “S’Isciareu” (totu gente ligada a Su Populu Sardu) chi l’aiat cummissionada a Sole, si fit isorta. Unu peccadu mannu, dadu chi sos temas, mancari pensados in cussos annos, sunt bivos a dolu mannu fintzas oe: su disterru, su colonialismu industriale, sa gherra pro s’emancipatzione de su Populu.
Gai amos nadu, “cherimos torrare a pesare Pedru Zara dae sa tumba”!
Amos agatadu professionistas serios e capatzes comente sos amigos e sas amigas de Iscanu e in su giru de unu annu, sa “prima” fit cosa fata!
In Pisa innantis (dae innanti a 100 sardos disterrados) e in Nugoro a pustis..cun sa presentzia de Lenardu Sole, chi como at 90 e passa annos. A ratz’e soddisfatzione!
 

In sa foto: Giuanne Ledda
Sos istudiantes sardos in su disterru leant parte a sas initziativas bostras e s’interessant a sa Sardigna o in parte manna s’integrant cun sa realidade noa e differente inue istant pro istudiare?
A dolu mannu istudiantes sardos in Pisa chi benint a nos iscurtare bi nd’at tropu pagos in cunfrontu a sa potenzialidade chi bi diat poder esser: pensamos solu chi sas istatisticas de su DSU (ente per Diritto allo Studio Universitario toscano) nos faeddant de guasi 1400 sardos chi sunt pigados a Pisa pro istudiare!!
Sos sardos a Pisa sunt integrados comente si integrat onzi una comunidade in d’unu logu anzenu: istant bene, s’intendent - in d’unu certu sensu - “parte” de su contestu chi los ospitat..ma istant a contu issoro.
Sos piùs bivint in grupos “chirrados”, ant sos logos de frequentatzione issoro..fintzas sos tzilleris issoro! Capitat a s’ispissu de intender italianos nandenos “voi sardi siete fantastici ma state sempre “chiusi” tra voi”.

Chi siet a beru o chi siet macchìne, una cosa certa nos la narat custa afirmatzione: in foras, su sensu de identidade natzionale benit a campu pro su chi est: una cosa naturale, “fisiologica” de una comunidade “etnica” chi s’agattat in d’unu logu “ateru”.
Ma tando puite a sas iniziativas nostras amos quasi semper difficultades cun sos “numeros”? Ca sos sardos chi sunt inoghe, mancari su c’apo nadu innantis, no ant una cussentzia politica Sarda. No ischint nudda de su chi sutzedit in Sardigna e no ant sa gana de l’ischire piùs de cantu non cumportet su de si legher duas rigas in carchi gruppu de Facebook.
Su piùs de sos sardos chi bistant in Pisa torrant a iscoperrer sa Sardidade issoro, ma la bivent comente unu regionalismu piùs forte e singulare de sos ateros. Pagu s’interessant de su chi suzedit in bassu, foressiat cando bi sunt sas eletziones...tando si nd’ischidant e los intendes che puddas in s’arula. Ma totu sessat luego, e cando dimandamos de iscurtare sos ospites nostros chi benint dae Sardigna a nos faeddare de pitzinos cun su DNA modificadu dae s’inquinamentu, de anzones chi naschent cun duas concas, de fabbricas chi serrant, de zente chi si bochit ca non resessit a pagare Equitalia..tando..cun d’un’iscusa o s’atera, non los agatas.
Su fatu est chi su piùs de issos, in Sardigna, non bi cherent torrare. Sa Sardigna est pro a issos “su passadu”. Nois e medas ateros imbetzes, su cordone ombelicale no lu cherimos segare ca bidimos su de essere in Italia comente “unu passagiu”.
Sa realidade est custa a dolu mannu, est inutile a nos cuare. Su chi nos faghet sighire, in d’onzi manera, sunt cussas 20-30 pessones chi in carchi manera arrichint sos dibatitos in sos atopos e chi riconnoschent su tribagliu chi faghimos.
Nos faghet sighire a tribagliare s’amore pro sa terra nostra e s’isperantzia de bi poder torrare, una die.

Cales differentzias bi sunt intra s’universidade sarda e sa italiana, e pro cales rejones unu giovanu sardu isseperat una universidade italiana antis de una sarda? A nos podes fagher carchi esèmpiu?
Deo so sa pessone piùs pagu adatta a fagher unu cunfrontu ca apo istudiadu in Pisa e bastat. Ti poto narrer però chi so unu de sas mizas de sardos chi sunt bessidos dae sa Sardigna ca s’offerta formativa de tando (2001) fit tropu limitada: deo cherìo istudiare Ingenieria Informatiga e in Sardigna no bi fit, sa costa est simple.
Difatis, su piùs de sos sardos inoghe in Pisa istudiant cosas chi in Sardigna no bi sunt: Ingenieria Informatiga, Informatiga, Ingengieria de s’Automatzione...e cantu b’at.
Si andas a fagher unu cunfrontu - ti lu naro dae su chi intendo faeddande cun amigos e amigas chi ant connotu ambas sas realidades - nd’essit a pizu una Universidade Sarda ancora tropu male organizada: pagos servitzios e male cumbinados puru, esames chi si suvrapponent, cursos de calidade piùs bassa. No balet pro totu sas facultades..ma pro sas piùs, nachi eja. Custu est su chi intendo.
A pustis bi sunt cussos chi si cherent fagher un’esperientzia foras de domo..a tipu Erasmus. O cussos chi “fuent” a beru a beru, dae sa Sardigna: cussos chi deo giamo “gherras perdidas”.

Pro bois, est importante pro sos giovanos sardos de si podere cunfrontare cun realidades sotziales, culturales e politicas differentes dae sa sarda? Cal’est sa reatzione de sos istudiantes italianos innantzis a sas initziativas bostras?
Dipendet de chie faeddamos. Si ti cunfrontas cun sos italianos e resessis a lis fagher atzetare su fatu chi non t’intendes italianu - ca no·lu ses, mancari bi lis nerzant sos libereddos de s’iscola elementare - o su fatu chi sa Sardigna est una terra Coloniale pro s’Istadu issoro, tando est unu puntu in prus pro sa gherra  de liberatzione. Siet giaru: no est custu s’obietivu nostru..ma dadu chi semus in Italia, su cunfrontu est cosa de donzi die..e tucat de esser preparados!
Sos movimentos politicos italianos chi capitat de bi tenner carchi tribagliu paris e chi si ponent in cunfrontos nostros rispetande e cumprendinde a fundu sa Gherra de Liberatzione Nazionale Sarda sunt pagos a beru. A su chi podimos narrer nois in Pisa b’at solu casos de cumpanzos singulos de carchi grupu. Sos unicos chi, a livellu italianu, bi podes chistionare de Chistione Sarda e chi - in piùs - ti chircant pro lis nde faeddare sunt sos cumpanzos de su CPA de Firenze, sos de su Circulu “Partigiani Sempre” de Viareggio e sos circulos EHL (amigos de Euskal Herria) in tot’Italia. Totu su restu non sunt capatzes de un’analisi politiga libera dae pregiudissios.
Cun sas ateras realidades est piùs facile: amos otimos raportos cun d’unu sotziu politigu de disterrados albanesos chi cumprendet sas nostras positziones ca las assimizant unu pagu a sas issoro.
 


In s’universidade, a sezis in cuntatu cun ateros sotzios de istudiantes sardos in Sardigna, mascamente cun sos indipendentistas? Azis fatu mai carchi initziativa in paris, o tenies carchi initziativa chi pessade de faghere paris in su tempus benidore?
No no, a dolu mannu..e no diat esser malu a los connoscher. Anzis, est unu de sos discursos chi bessit a campu piùs a s’ispissu in sas assembleas nostras. Fintzas pro nos cunfrontare, pro cumprender sas diferentzias de contestu tra Sardigna e Disterru (no Italia..ma sardos in Italia), pro nos dare sugerimentos, pro pesare paris carchi atopu!
Podet esser chi su sotziu Zirighiltaghja siet un’intermediariu bonu pro nos atopare totu paris!

Comente giuicades s’esperientzia de Scida.2013, inue si sunt impignadas in paris pessone de tottas sas organizzatziones indipendentistas, lassandesi a palas pro sa prima borta sas differentzias e sos impeigos tipicos de sas dirigentzias politicas?
L’amos sighida cun atentzione manna..namos faghinde finas su “tifu eletorale” mancari chentza nde connoscher perunu militante!
“Scida”, ma gai comente Pesa e Su Majolu e totu, sunt sa prova piùs manna e cuncreta chi s’indipendentismu como est in tot’ue..e s’est assigurande unu tempus benidore meda prosperu.
S’auguriu nostru est chi sas listas, sos grupos, sigant a crescher semper de piùs, paris cun sos istudiantes chi, mancari no sient prontos a un’opera de militantzia, si “fident” de issos e los sigant in manera ativas in sas gherras culturale intro de sas istitutziones iscolastigas italianas in Sardigna.

Pessade chi, in su tempus benidore, siat possibile realizare unu movimentu indipendentista de istudiantes unicu, chi potat sestare unu caminu pro s’unificazione de su movimentu de liberatzione natzionale, interessande fintzas in d’una manera ativa e diretta istudiantes e traballadores in su disterru?
De “Su Populu Sardu” bi nd’at bistadu unu e bia e sos tempos fin ateros.
Si faeddamos abaidande su chi b’est como ti dia narrer chi, si bi diat essere, no at a esser cosas de su tempus imbeniente prus a curtzu. De siguru s’ambiente universitariu est piùs pagu “incuntaminadu” dae sas partiduras chi ancora oe sunt dividinde su movimentu indipendentista in generale..ma in d’onzi manera “prima o poi” cun custu ti bi depes cunfrontare.
Zertu..s’isperantzia de bier nascher e - puitte nono - de fagher parte de unu progetu de su genere no ant a morrer mai, ma innantis de pensare a custu depimos isperare chi benzat unu “fronte” politicu unicu indipendentista chi siet in gradu nessi de bogare a campu e tribagliare in manera cuncreta a una pàgia o pagu piùs de puntos cundivisos.

Comente sunt sas relatziones cun sas organizatziones indipendentistas sardas? Cale este su comportamentu issoro a bisu de sa realidade bostra e cale este s’idea bostra de collaboratzione politica pro sos annos chi benint?
In s’annu de sa fundatzione amos mandadu unu comunicadu “internu” a totu su movimentu: c’amos postu in mesu partidos e movimentos  indipendentistas e soberanistas, sotzios culturales, colletivos e militantes singulos de tando (2006).
In su documentu amos in pratiga fatu unu “suntu” de su manifestu e in piùs amos dadu un’analisi de su chi nde pensaimis de sa situatzione de su movimentu de liberatzione, bidindela dae foras.
B’at apidu reatziones bonas e malas..e calicunu no nos at mancu leadu in cunsideratzione, no ischimos puite.
Como, in d’una manera o in s’atera nos connoschent totus e in paritzos ant cretidu in nois e sighint a bi creer, reconnoschinde onzi die sos isfortzos nostros.

Podimos narrer chi cun sos piùs tenimos bonos raportos, ma no est capitadu de collaborare si nono cun pagas..supra de totus sas ateras, semus meda ligados cun su comitadu “Gettiamo le basi”.

Semus a intro de una campagna pre-elettorale e est probabile meda chi b’at a essere una competitzione intra prus listas indipendentistas, cada una a contu suo e contra a sas ateras, cun d’unu candidadu issoro e un’istrategia propria, fintzas cun aberturas pro sos politicos italianistas, comente sos de su dae pagu naschidu “Partito dei Sardi” de Paolo Manichedda e Franciscu Sedda. Comente la bidies e cale este s’opinione bostra?
Arbeschida no est unu movimentu partiticu e a nos lassare andare cun cummentos de preferentzia diat sonare feu pro sa natura nostra. Namos chi su cuadru generale no est pro nudda rassigurante. S’isperantzia nostra, comente cussa de una fita manna de sardos “votantes” (ca tantu est de cussu chi semus faeddande) est chi sos dirigentes de sos partidos indipendentistas resessant a “cagiàre” paris una piattaforma eletorale chi funzionet..una borta pro totus. Su progetu de Unidade Indipendentista o cussu de Convergentzia Natzionale propostu dae Ampi nos at agradadu meda ca rispondiat a cussa chi, segundu a nois, est sa falta piùs manna de su movimentu: s’unidade.
Est roba de macos pretendere unu “partidu de sos sardos”. Comente diat esser roba de macos a pretender unu movimentu indipendentista unicu; “totu paris ca semus totu indipendentistas”..bah! Su pluralismu bi cheret, guai chi manchet..ma nessi cussos 8-10 puntos programmaticos inue semus totu cuncordos, diant poder esser su purtu de partentzia pro una collaboratzione eletorale! Imbezes onzi borta binchent sos pilos in s’ou e sos personalismos.
Su trenu de sas occasiones istoricas si ch’est bell’e colande e ancora sa cosa no est cambiada: partidos noos cun gente betza, caras noas pagas e cussas pagas benint atacadas dae su movimentu prima de esser atacada dae sos ateros. Semper su bellu minestrone eletorale indipendentista. E sos pardidos italianos chi si frigant sas manos ca ancora non semus in gradu de rappresentare un’alternativa cuncreta e chi fetat a bi creer  e chi pongiat isperantzias serias a sos ogros de sos sardos.
Est giài dificile a balanzare sa fide de sos sardos in contu de politiga..si in piùs nos presentamos comente unu fiotu de berbeghes furadas..

Oc’annu best’istada una nova de importu mannu in s’iscola, cun carchi episodiu significativu: Ricardo Laconi, istudiante de 13 annos, at afrontadu s’esame de terza media in sardu; Elisa Melis, istudiante de 18 in s’alberghieru de Tortolì non l’at podidu faghere ca sa presidente de sa commissione s’est posta contra, siende chi non fiat sarda; finalmente, in Tattari, Marco Daga semper in s’alberghieru at fatu sa maturidade sua in sardu. Ite nde pessades de custos episodios? Podent agiudare sa creatzione de unu processu novu de affermatzione de s’identitade ispinghende ateros giovanos a faghere su matessi o, pro comente est s’iscola italiana (istoricamente contra a s’insegnamentu e a s’impreu de su sardu) ant a abbarrare pagos episodios?
Sicuramente si nos ispetamos aberturas dae parte de s’iscola italiana amos a abarrare a cascos. Custos episodios ant un’importantzia manna mancari, comente su fatu de Elisa Melis, no apant apidu esitu bonu.
S’importante est chi bi sient bistados e chi sa zente nd’epat faeddadu. Como semus a tres..si occ’annu chi benit arrivamos a 10 e a pustis a 30..a bellu a bellu su “fenomenu” at a diventare “normale”: tando amos a poder narrer de aer binchidu ..no sa gherra..ma una batalla manna meda!
S’importante est chi fetat “notizia”..ca, pro narrer, innoghe in Pisa puru unu giovanu de Lanuse’, Marco Solinas, at iscritu sa tesi de duttoradu in Sardu..ma nisciunu nd’at faeddadu.
In custu azuant meda s’opera de sas retes sotziales comente Facebook o Twitter..e, no pagu, s’azudu chi ant a dare sos babos e sa mamas e sos professores de sos pitzinos chi diant manifestare sa voluntade de faeddare in sardu in custas ocasiones ufitziales: sunt issos chi los devent ispronare a la sighire gài!

Cale contribudu podent donare sos istudiantes sardos in su disterru pro su chi pertocat sa gherra pro s’affermatzione e sa valorizatzione de sa limba nostra in s’iscola e in s’universidade?
“Gherrare pro torrare e torrare pro gherrare” comente naraiat su Populu Sardu. Dae su “continente” podimos fagher meda pro sos disterrados ma pagu pro su chi sutzedit in Sardigna. No est compitu nostru e fintzas cherinde, diat esser cosa impossibile de fagher cun criteriu..ca pro las mandare a dae innantis certas gherras, bi deves essere, las deves biver!
Su compitu nostru diat poder esser cussu de ponner sas esperientzias nostras a servitziu de chie tribagliat in cussu campu o cussu de lis dare boghe in continente pro faeddare de custos cambiamentos chi si sunt verificande in Sardigna. Ma pro chircare de cambiare a beru sas cosas bi devimos esser. B’at pagu de ite fagher.

Ite programmas tenies pro s’annu chi benit? Cali initziativas sezis organizzande?
Su programma definitivu no l’amos ancora pensadu. De sicuru in s’annu chi benit amos a presentare su liberu de Omar Onnis “Tutto quello che sai sulla Sardegna è falso”, amos a fagher un’initziativa subr’e sa luta de liberazione natzionale in Irlanda e una rappresentatzione teatrale contr’a sas bases.

Website: www.arbeschidasarda.org

Intervsita a cura de s’Assòtziu Zirichiltaggia
Austu de su 2013


lunedì 22 luglio 2013

Intervista a Pesa Universidade de Sardigna

Si conclude con l’intervista all’Associazione Studentesca - Sòtziu Studiantis PESA* il ciclo di interviste realizzate ai gruppi indipendentisti presenti all’interno delle Università Sarde.
Alle nostre domande ha risposto Gianfranco Deriu Nughes, studente universitario di Cagliari e presidente di Pesa Universidade de Sardigna.

La vostra associazione universitaria nasce nel settembre del 2009 all’interno dell’ateneo cagliaritano con vari obiettivi, tra cui quello di creare uno spazio, un luogo di incontro aperto e a disposizione degli studenti e di diffondere l’indipendentismo nell’ambito universitario. Quest’anno siete stati protagonisti delle elezioni dell’Ersu attraverso un vostro rappresentante, Alessandro Loi, candidato con il comitato universitario Scida2013 che ha ottenuto un risultato significativo. Cosa è cambiato nel corso di questi anni all’interno dell’Università Sarda e in particolare come giudicate la vostra esperienza rispetto agli obiettivi che vi eravate prefissati?
La nostra esperienza è stata sicuramente positiva. Gli obbiettivi che ci siamo prefissati sono molto ambiziosi ma non nego che qualche passo verso la loro realizzazione lo abbiamo compiuto. Ad esempio la partecipazione di Alessandro alle elezioni per il rappresentate all'ERSU.

Al centro delle vostre attività c’è sempre stato il confronto con altre culture e identità nazionali. Che importanza ha per voi nel 2013 l’affermazione e la valorizzazione della cultura sarda in ambito Europeo e Mediterraneo?
La cultura sarda è da sempre stata influenzata, e da sempre influenza, tutte le altre culture del Mediterraneo. Siamo sicuramente più vicini ai popoli del Nord Africa piuttosto che a quelli dei paesi scandinavi e questo non può non farci riflettere sul fatto che sia necessaria una apertura verso il resto del Mediterraneo. Nei nostri stessi modi di esprimerci ci sono chiare impronte derivate da paesi extra-europei. L'Europa comunque è il contesto culturale più simile nel quale si inserisce la Sardegna, il confronto con le altre realtà non può che portare beneficio. La valorizzazione della nostra cultura, la coltivazione della diversità non potranno che essere alcune delle carte vincenti in un mondo che tende sempre più a omologarsi.

Quanto è importante secondo voi diffondere le idee e i valori dell’indipendentismo all’interno dell’Università?
È fondamentale! Da sempre l'università è la fucina di nuove idee e catalizzatrice dell'innovazione. Purtroppo l'attuale decadenza dell'università rende difficile esplorare nuovi sentieri che non siano strettamente legati all'utilità concreta di formazione di nuovi lavoratori. Gli studenti, anche se interessati ad attività collaterali, sono sottoposti a carichi di studio ingenti che li costringono a non occuparsi di altro. Rimane però importante impegnarsi per portare anche nelle università le elaborazioni che attualmente prendono vita in altri contesti. Pensiamo che sarebbe utile trovare un modo nuovo, coinvolgente, per avvicinare gli studenti alle nostre tematiche.

Quali ritenete siano state le più importanti iniziative che hanno contraddistinto l’attività di Pesa* in questi anni?
Sicuramente la coppia di attività: "Quale statuto per la Sardegna?" e "Il triennio rivoluzionario sardo". La sala Cosseddu dell'ERSU era colma di persone interessate ad argomenti anche impegnativi e che raramente sono stati trattati. Anche "Una boghe a tenore" che aveva l'intenzione (riuscita in quel contesto) di sciogliere luoghi comuni ha visto una buona partecipazione.
Un altra attività interessante è stato il documentario, scaricabile dal sito dell'associazione, "Contendi s'Istoria" che ha voluto mettere in dubbio la ricorrenza di festeggiare il 25 aprile in Sardegna.

In un processo politico più ampio quale dovrebbe essere il ruolo degli studenti sardi in un percorso di indipendenza nazionale?
Gli studenti formeranno la classe politica del futuro. È impensabile sperare in un futuro migliore senza conoscere realmente se stessi. La conoscenza di se stessi non può che arrivare dalla scuola prima e affinata poi nell'università.

Nello svolgimento della vostra attività nell’Università, siete stati sostenuti dalle organizzazioni politiche indipendentiste o avete avuto modo di collaborare in qualche specifica occasione?
Si, le varie organizzazioni hanno sempre accettato volentieri i nostri inviti ai dibattiti. Non abbiamo mai ricevuto sostegni economici come è giusto che sia per una associazione apartitica come è stata Pesa*.

Negli ultimi anni sono nati tre comitati studenteschi di ispirazione indipendentista all’interno delle Università Sarde: Pesa e Scida a Cagliari e Su Majolu a Sassari, le quali oltre ad aver sviluppato in più occasioni delle collaborazioni hanno anche sostenuto la candidatura alle elezioni per il rinnovo dell’Ersu di Cagliari di Scida2013. Non credete che sarebbe meglio dar vita ad un unico movimento indipendentista sardo per aumentare la presenza degli indipendentisti all’interno delle Università e rafforzare le tematiche di cui vi rendete protagonisti?
La richiesta di unione fra tutte le organizzazioni è ricorrente nell'indipendentismo. Per il caso specifico dell'associazionismo universitario ognuna delle tre associazioni, pur avendo gli stessi obbiettivi di fondo, svolge le proprie attività basandosi su tematiche e modi di agire suoi propri. L'attività di Pesa* è stata principalmente culturale mentre quella di Scida tende a essere più politica. Non è un male che ci si differenzi, anzi è necessario per affrontare la complessità. Non mancano ovviamente le collaborazioni come è stato per le ultime elezioni studentesche.

Credete che per le prossime Regionali le varie organizzazioni indipendentiste dovrebbero trovare una strada unitaria? Cosa vi sentireste di consigliare affinché si arrivi a sostenere una linea comune in grado far acquistare al progetto indipendentista quella credibilità necessaria ad avanzare nella società sarda anche in termini elettorali e non solo di simpatia generalizzata come possiamo riscontrare ora?
A livello politico il discorso è simile anche se molto più complesso. Ogni organizzazione ha peculiarità che la distinguono e che soddisfano una certa parte di elettorato. L'unità a tutti i costi la trovo dannosa. Si possono trovare sicuramente dei punti di incontro e su questi si può basare una collaborazione ma deve essere ben strutturata e non solo di facciata.

Quale bilancio vi sentite di fare rispetto al vostro percorso?
Assolutamente positivo. Ognuno di noi, chi più chi meno, ha guadagnato esperienza nell'associazionismo e nei rapporti con enti pubblici come l'ERSU e l'Università di Cagliari, ha stretto relazioni con i professori diverse da quelle di semplice rapporto docente-studente, ha potuto ampliare il proprio bagaglio culturale sopratutto in ottica sarda. Abbiamo raccolto tante soddisfazioni e non è mancata qualche delusione. Speriamo che il futuro riservi belle sorprese per l'indipendentismo all'università e che chi seguirà nella vita di Pesa* possa ritenersi altrettanto soddisfatto.

Website: http://www.pesaunisrd.net
Per contattare Pesa*: pesa.casteddu@gmail.com

Intervista a cure dell’Associazione Zirichiltaggia


martedì 2 luglio 2013

Intervista a s'Assòtziu Su Majolu

In sa foto: LIsandru Beccu e Luiseddu Caria
Pro connoscher mègius su mundu indipendentista in s'Universidade e in s'iscola sarda amus fatu carchi pregunta a s'Assòtziu Su Majolu. Nos at torradu imposta Lisandru Beccu, un'istudiante de s'Universidade de Tàtari de 27 annos.

Cando est nàschidu s'Assòtziu Su Majolu e cale est s'iscopu suo?
S'Assòtziu Su Majolu est nàschidu in Tàtari in su mese de Martzu de su 2011 e in su giru de custos duos annos amus fatu paritzas initziativas. Su chi cherimus est mescamente de nche fàghere intrare sa limba sarda in totu sos livellos de istrutzione, dae sas iscolas de s'infàntzia a sas universidades de s'ìsula e posca batende·la nessi a su matessi gradu de impreu de s'italianu, comintzende dae sas istitutziones pùblicas, fintzas a lòmpere a unu bilinguismu perfetu.

Bos amus bistu ativos meda pro cussu chi pertocat s'amparu de sa cultura e de sa limba sarda. Ais presentadu fintzas carchi motzione pro insignamentu in sas iscolas. Comente ant rispostu sos istudentes e s'Universidade a sas initziativas bostras?
Amus presentadu a su Retore de s'Universidade de Tàtari duas o tres motziones e petitziones. In su 2012 amus collidu 1000 firmas de istudentes universitàrios, pedende·los si fiant de acordu a istituire duos cursos de làurea pro formare professores e maistros de limba sarda. S'Universidade non fiat de acordu, ma abarrat su fatu chi 1000 istudiantes nos ant agiudadu in custa initziativa.
In su mese de Nadale de su 2012 amus iscritu a su guvernu italianu e a su parlamentu europeu pro sa chistione de sa ratìfica de sa “Carta Europea de sas Limbas Regionales e de Minoria”.
S'ùrtima petitzione l'amus fata bator meses a como, in Abrile, pro pònnere unu esame de sardu in ogni cursu de làurea de cada dipartimentu in s'Universidade de Tàtari. In custa ocasione ant firmadu sa petitzione prus de 700 istudiantes iscritos a s'ùrtimu annu de sas iscolas superiores de totu sa Sardigna. In prus, su Retore fiat interessadu a custa initziativa e nos at naradu chi s'at a impignare de pessone pro nche pònnere unu esame de sardu nessi in sos dipartimentos umanìsticos.

Ais otènnidu resurtados cuncretos o creides de los otènnere prus a in antis sighende a traballare cun impinnu?
Sos resurtados sunt pagos, ma a bellu a bellu sighende a traballare cun cabu ant a arribare fintzas sas satisfatziones mannas. Pro como s'Ateneu nos ant asseguradu chi at a comintzare su cursu FILS (Formazione Insegnanti di Lingua Sarda) finantziadu dae sa Regione. No at a èssere meda, ma est giai carchi cosa si andamus a bìere comente fiat sa situatzione in antis.

Cale aina ais impreadu fintzas a como pro ispàrghere sas ideas bostras?
Sa cosa prus cumplicada fortzis est cussa de cumprendere in cale manera si podent fàghere acurtziare sos giòvanos a su movimentu linguìsticu. Un'aina ùtile podet èssere sa rete sotziale comente Facebook, in ue semus presentes, in prus amus fintzas produidu unu giornale chi si mutit “Ischida” in ue publicamus totu sos artìculos chi sos istudiantes nos mandant.
Depimus ammustrare chi sa limba sarda e s'impreu suo faghent e ant a fàghere parte de sa modernidade, petzi gasi amus a resessire a fàghere acurtziare sos giòvanos.

In s'Universidade de Tàtari giughides raportos cun àteros grupos universitàrios o calicunu interessadu a sas batallas chi faghides?
Fintzas a como nos semus mòvidos semper a sa sola, ma si b'at carchi grupu o assòtziu de istudentes chi nos cheret agiudare a mandare a in antis sa pelea de su bilinguismu, a nois nos faghet petzi praghere.

S'Assòtziu Su Majolu s'at a candidare mai a sas eletziones universitàrias?
Beh, si podet èssere una manera pro fortzare galu de prus s'isvilupu de una polìtica bilìngue in intro de s'Universidade non nos amus a pònnere in segus, antis, amus a fàghere de totu pro bìnchere. Pro como s'obietivu est cussu de crèschere un'àteru pagu sighende a traballare comente amus fatu fintzas a como.

Su 19 de Làmpadas seis istados in Casteddu a un'initziativa organizada dae Scida2013: est istadu su comintzu de una collaboratzione chi at a bìere semper de prus aunidu su movimentu de sos istudentes sardos?
Fiat in s'adòbiu “In Tretu pro s'Universidadi Sarda: no sceti bilinguismu” in ue amus tentu sa possibilidade de nos cunfrontare pro su chi pertocat s'Universidade in Sardigna.
Su caminu est longu, ma b'at giai ligàmines medas cun sos istudiantes de Scida. In Casteddu sunt faghende unu traballu prus che bonu e sunt retzende cunsensos medas, est su caminu giustu.
De seguru amus a tènnere àteras ocasiones pro nos adobiare e pro traballare paris a medas progetos chi amus a cumone.

S'esperièntzia de Scida segundu a bois podet abèrrere s'àidu pro sa nàschida de unu ùnicu movimentu mannu de istudentes?
Sa nàschida de unu movimentu mannu de istudiantes sardos est prus possìbile de cantu si potzat crèere. Cando est nàschidu Su Majolu amus pensadu deretu chi b'aiat bisòngiu de unu movimentu de totu sos istudiantes sardos e non petzi de cussos de Tàtari. Sa nàschida de s'assòtziu nostru e sa nàschida de Scida faghent a cumprendere chi in Sardigna sa cussèntzia de sos giòvanos est mudende e chi b'est su bisòngiu de fàghere propostas diferentes dae cussas de sos movimentos de istudiantes chi sunt ligados a sos sòlitos partidos italianistas. Su tempus benidore nos at a dare resone e at a nàschere s'assòtziu de totu sos istudentes sardos.

Ite raportos tenides cun sos partidos e sos movimentos indipendentistas? B'at collaboratziones e pensades chi su traballu bostru potzat afortire sas batallas indipendentistas comente cussa pro s'amparu de s'ambiente e sa valorizatzione de sa limba sarda?
Sos raportos chi amus àpidu fintzas a como sunt istados de collaboratzione in una paja de adòbios e initziativas. Pro su chi podimus semus a dispositzione mescamente pro cussu chi pertocat s'amparu de sa limba, ca s'obietivu primàriu chi nos semus postos est cussu. Prus a in antis ant a pòdere nàschere fintzas àteros tipos de collaboratziones, ma pro como est mègius a caminare a bellu a bellu.

Unu pàrrere bostru subra sas eletziones regionales chi ant a bènnere: si faeddat semper de prus de minorias linguìsticas e de natzione chene istadu comente sa Catalogna. Pensades chi potzat mudare carchi cosa cun su rinnovu de su consìgiu regionale in Sardigna o at a abarrare totu comente est como pro cussu chi pertocat su patrimòniu culturale e linguìsticu?
Comente pàrrere ti potzo nàrrere su meu, ca cada unu a livellu polìticu giughet sas ideas suas.
Naramus chi pro sos partidos e sos movimentos minores su caminu est giai in pigada pro unu muntone de chistiones chi no isto inoghe a repitere. Si in prus sos partidos autonomistas e italianistas chi ant guvernadu fintzas a como càmbiant sas regulas de su giogu a favore issoro (comente est sutzessu dae pagu cun s'aumentu de percentuale de isbarramentu), tando sa batalla si faghet galu prus difìtzile.
Est beru, a livellu europeu si chistionat semper de prus de Europa de sos Pòpulos e de minorias linguìsticas, ma non s'est fatu mai cantu bastat. Sa Catalogna e s'Iscotzia sunt esèmpios chi pro mene non depent èssere leados tropu in cunsideru, su traballu chi depimus fàghere lu depimus fàghere inoghe chene abbaidare a àteru logu.
In Sardigna depet galu crèschere sa cussèntzia e s'amore pro s'istòria e sa cultura chi nos apartenet, si nono no at a mudare nudda, sa mentalidade nostra si depet abèrrere e depimus pessare chi tenimus sa possibilidade de isvilupare su 100% de su potentziale, a diferèntzia de su 10% chi nde semus boghende a pìgiu in custas cunditziones de dipendèntzia e farsa inferioridade.
Duncas, sa risposta mea est chi si ant a sighire a guvernare sos matessi partidos chi lu sunt faghende dae 60 annos a como amus a abarrare semper s'ùrtima regione perifèrica de Europa.

Comente si diant dèpere cumportare segundu a bois sos movimentos indipendentistas pro àere cunsensos polìticos e a manera chi si potzant fàghere passos a in antis pro sa defensa de su patrimòniu istòricu e culturale de su pòpulu sardu?
Pro comente la penso deo b'est su bisòngiu chi si traballet a manu tenta pro sos temas chi interessant totu sa comunidade e su patrimòniu istòricu, ambientale, culturale e linguìsticu creo chi siant prenda de sa majoria de sos sardos.
Però penso fintzas chi tra sas organizatziones indipendentistas manchet una cosa de importu mannu, sa comunicatzione tra sos movimentos.

Seis semper in prima lìnia pro cussu chi pertocat s'amparu de s'ambiente e de su territòriu. Tempus coladu bos ammentamus impignados in sa luta contra a su nucleare e dae pagu in una campagna prus minore contra a sos fogos. Pensades chi sos istudiantes universitàrios tèngiant una cussèntzia ambientalista e cales ainas si podent impreare pro trasmitere in intro de s'universidade su rispetu pro s'ambiente e de su territòriu?
Est beru, contra a su nucleare amus fatu fintzas unu adòbiu in sa ex Facultade de Lìteras de s'Universidade de Tàtari in ue amus invitadu totu sos movimentos. Sa chistione ambientale est una de cussas chi pertocat de prus sa sotziedade nostra, dae s'incuinamentu fintzas a lompere a sos fogos in s'istiu.
Su problema est semper sa cussèntzia e s'istrutzione metzana chi retzimus in iscola e in domo. Su traballu prus mannu de fàghere prus che àteru lu depent fàghere in sas iscolas primàrias comente sas elementares e sas mèdias cun unu pranu sèriu de educatzione ambientale.

Tenides in programma carchi àtera initziativa?
Pro su 13 de Trìulas amus organizadu una festa in su tzentru de Tàtari chi si mutit “A Tirrindò pa Sassari Vèciu”. A mangianu b'at a èssere una guida chi at a ammustrare su tzentru e sos logos istòricos de sa tzitade, a bortaedie cumbidamus a totus sa petza arrustu in sos tzìrculos chi ant collaboradu e a su matessi tempus b'at àere ispàssiu in sas carreras de su tzentru cun grupos de teatru de istrada. In Pratza de Santa Caterina a sero b'at a èssere unu cuntzertu de unu grupu sardu.
Collimus s'ocasione pro cumbidare totu cantos a bènnere a Tàtari pro fàghere festa cun nois.

Pro cuntatare s' Assòtziu Su Majolu: sumajolu@yahoo.com

Tàtari 02/07/2013
Assòtziu Zirichiltaggia


domenica 2 giugno 2013

Per un’Università Sarda al di fuori della potestà legislativa dello Stato Coloniale.

Per un’Università Sarda al di fuori della potestà legislativa dello Stato Coloniale.
Di Andrìa Pili

Gli indipendentisti si sono presentati, per la prima volta, alle consultazioni elettorali per eleggere il rappresentante studentesco nel consiglio d'amministrazione dell'Ersu. Scida è l'organizzazione giovanile che - in questi ultimi due mesi - ha formato un comitato studentesco volto a lavorare entro l'ateneo cagliaritano, portando avanti l'obiettivo della creazione di un'Università Sarda, al di fuori della potestà legislativa dello Stato centrale.

Dopo decenni ove lo scontro studentesco si è articolato in base alla dicotomia Sinistra unionista/Comunione e Liberazione, Scida ha il merito di aver portato, nella politica universitaria, l'unica vera dialettica presente nella nostra terra: Stato italiano contro Nazione Sarda. Laddove, la prima entità - intesa non solo come apparato politico-giuridico e coercitivo ma anche come organizzazione sociale, entro cui convergono diversi gruppi di interessi - è rappresentata dai raggruppamenti studenteschi espressione di tendenze e partiti di chiaro stampo italianista (Unica 2.0 e CL sono, da questo punto di vista, lo stesso avversario, due manifestazioni dello stesso fenomeno), mentre la Nazione sarda è rappresentata dal nostro comitato studentesco - che io ricordi, il primo dichiaratamente e inequivocabilmente indipendentista - e da quegli studenti che, senza aderire ad organizzazione alcuna e con una coscienza politica immatura, manifestano un chiaro sentimento di disagio nei confronti di istituzioni e rappresentanze gestite - dalle forze unioniste - come strumento di potere colonialistico.

Tale sentimento si è espresso - oggi come nelle precedenti consultazioni - attraverso l'astensione. Le dimensioni di questa (circa il 90%) sono tanto enormi da indurci a spostare il giudizio dalla presunta ignavia degli studenti, al modo in cui gli enti - che dovrebbero essere espressione di tutti gli studenti - sono stati gestiti.  La sinistra unionista ha vinto anche stavolta - continuando la tendenza degli ultimi tre anni - ma ha perso consensi: l'eletto Francesco Pitirra ha preso 250 voti in meno della rappresentante uscente Alice Marras; ciò significa che gli studenti "cagliaritani" non si strappano i capelli per il lavoro di Unica 2.0. La vittoria di quest'ultima si deve sia alla palese incompetenza manifestata dal candidato cattolico Tore Caria, quanto ad una fascia di consenso creatasi o con l'operato di associazioni -  alcune delle quali gestite in maniera assai poco etica -, l'organizzazione di eventi aggregativi - anche durante la propaganda elettorale, in maniera decisamente scorretta - o con la falsa apparenza di difensori dal processo dequalificante delle Università, incarnato - nell'immaginario collettivo - dalle politiche di Destra, che hanno danneggiato indubbiamente - negli ultimi dieci anni - la forza dell'associazionismo clericale.

Scida ha ricevuto il 5.3% dei voti (152 in assoluto, su circa 3000 votanti); in alcuni seggi - come quello di Economia - Scienze Politiche e Oristano, la lista ha raggiunto circa il 10% dei consensi. Questo risultato non può che renderci soddisfatti; innanzitutto, perchè lavoriamo entro gli atenei da soli due mesi; perchè è il frutto di due settimane di campagne elettorale, compiuta con mezzi assolutamente poveri se comparati a quelli dei nostri avversari; perchè l'indipendentismo politico - nei suoi singoli movimenti - non viaggia su percentuali maggiori alla nostra che rappresenta, dunque, un ottimo esempio di convergenza nazionale. Ora il lavoro di Scida proseguirà. Non ci interessa la Testimonianza e tanto meno la "simpatia" unionista, rivolta sempre verso i perdenti don Quixote. Il percorso verso l'Università Sarda sarà compiuto attraverso la costruzione - per gli studenti, insieme ad essi - di una seria alternativa all'unionismo, con onestà e trasparenza unite alla conoscenza dei problemi reali degli studenti comuni quanto all'edificazione di un progetto di Università sardocentrica, di una posizione definita riguardo le politiche universitarie. E' necessario smascherare la sinistra unionista - la quale è funzionale ad irreggimentare, verso lo Stato, le giuste preoccupazioni degli studenti - quanto condannare, senza remore, la tendenza all'estrazione di valore finanziario dagli atenei, che gli schieramenti unionisti portano avanti in modo unanime - in ottemperanza al Processo di Bologna e alle idee neoliberali imperanti - danneggiando  ulteriormente gli atenei sardi. In sintesi: non può esserci diritto allo studio entro un'educazione colonizzata. Questo è il nostro messaggio, con il quale creeremo coscienza nazionale incitando gli studenti sardi a costruire la propria Università, guardando a loro non come "numeri" da inserire nel gioco elettorale ma come protagonisti di un'autentica rivoluzione.
Foto: Comitato Scida2013

domenica 19 maggio 2013

Intervista ad Alessandro Loi, noto “Bob”, candidato alle elezioni dell’Ersu di Cagliari per SCIDA


Intervista ad Alessandro Loi, noto “Bob”, candidato alle elezioni dell’Ersu di Cagliari per SCIDA.

Oggi abbiamo sentito al telefono il candidato del comitato universitario Scida 2013 Alessandro Loi, noto “Bob”, che ringraziamo per la disponibilità e che speriamo di incontrare presto di persona e al quale facciamo i nostri migliori auguri per un buon esito delle elezioni.

Come nasce il gruppo universitario Scida?
Scida come gruppo universitario nasce da un precedente gruppo: “Scida-giovunus indipendentistas”, un’organizzazione che abbiamo creato per l’esigenza di colmare uno spazio all’interno della politica giovanile in generale e, nello specifico, anche di quella universitaria che l’indipendentismo fino ad ora non aveva ancora colmato, non aveva colmato appieno con una organizzazione del genere. Ritornando quindi al discorso principalmente universitario: Scida come comitato che si presenta anche a queste elezioni nasce dall’esigenza di colmare uno spazio che l’indipendentismo non aveva ancora preso e che noi giovani indipendentisti avevamo l’esigenza di prendere anche a livello politico.

Come si pone Scida rispetto agli altri movimenti studenteschi, ci saranno delle collaborazioni oppure manterrete una linea del tutto indipendente?
Bisogna capire su che piano si tratta di collaborare, se dovesse essere elettoralmente non ci sarà mai una alleanza, è naturale che gli studenti, per quanto ci riguarda e per quanto mi riguarda, debbano collaborare e chiedere con forza, con le proprie armi,  quello che gli spetta o quello che pensano sia meglio per loro. Da questo punto di vista, le battaglie per l’università sarda e per gli studenti sardi, vanno fatte con tutti gli studenti con tutte le loro sfaccettature.
Se c’è da andare a fare un sit-in sotto il palazzo della Regione, noi naturalmente ragioneremo sulla nostra linea, diremo che andremo da indipendentisti:  se è importante farlo, Scida non può non farlo, valuteremo di volta in volta ma non pensiamo di rinunciare aprioristicamente a nulla.

Avete rapporti con altri gruppi universitari indipendentisti e dei progetti in comune con loro?
Per quanto riguarda gli altri gruppi universitari indipendentisti: a Cagliari per esempio c’è un’associazione che si chiama “Pesa Universitade de Sardigna” che ha rapporti con Scida perché ci sono dei membri di Pesa all’interno di Scida. Anche io faccio parte di questa associazione che faceva attività culturali all’interno dell’università di Cagliari e naturalmente la collaborazione da questo punto di vista è scontata. A Sassari esiste “Su Majolu” che è sempre un assòtziu, una associazione che si occupa prettamente di lingua, prettamente di cultura e con cui siamo in contatto. È naturale che Scida avrà e ha già dei contatti e vuole portare avanti dei progetti con tutte le realtà indipendentiste giovanili.

Quali sono gli obiettivi che vi proponete di raggiungere all’interno dell’università?
All'interno dell’Università prima di tutto noi vogliamo portare le tematiche indipendentiste, vogliamo portare il punto di vista indipendentista, vogliamo far crescere ciò di cui parla sempre l’indipendentismo: la coscienza nazionale. Questo si deve per forza fare all'interno dell’Università. Vogliamo anche inserire all'interno dei programmi stessi e all'interno dell'offerta formativa universitaria le tematiche e le peculiarità sarde, la storia sarda, la lingua sarda e tutto ciò che concerne il nostro territorio.

Quindi per voi le lotte per l’insegnamento della lingua e della cultura sarda in ambito universitario sono prioritarie?
È una delle tante priorità e vi spiego perché: a nostro modo di vedere, ma penso che sia una posizione comune, per poter amministrare, per poter lavorare e anche per poter vivere il proprio territorio, il proprio Paese, quindi la Sardegna, la propria realtà, si deve per forza avere una conoscenza di quello che è stato della propria lingua, della propria cultura, della propria specificità, della propria realtà sotto tutti i punti di vista. Per questo noi pensiamo che siano tra le cose più importanti lo studio e l’insegnamento della cultura e della storia sarda. Per comprendere la realtà e poter agire sul futuro bisogna avere naturalmente conoscenze che vanno a fondo.

Pensate di portare la vostra esperienza al di fuori dell’Università di Cagliari e, in questo caso, come?
La nostra esperienza fuori dall’università di Cagliari è una cosa buona che in prospettiva si possa fare, però c'è da dire che a Sassari, Su Majolu, è una buona realtà perché mette insieme indipendentisti.
Della nostra esperienza, il punto che si potrebbe portare fuori dalla realtà dell’università di Cagliari è proprio il fatto di incominciare a fare anche politica universitaria e non solo attività culturali quindi anche candidarsi, per esempio, a delle elezioni.

Secondo voi quali sono i limiti dell’università italiana?
I limiti dell’università italiana in Sardegna sono quelli di cui parlavamo prima; in pratica non rispecchia né le esigenze né le peculiarità che abbiamo in Sardegna ma soprattutto l’università italiana ha un'offerta formativa davvero bassa, questo anche perché penso che l'intera offerta formativa italiana non sia di sicuro tra le migliori.
Per quanto riguarda l’ateneo di Cagliari c'è molto da lavorare. La scrittura di una legge in materia universitaria, organica da parte della Regione che ne ha le competenze e la potestà, di cui parliamo nel nostro programma, penso possa rimediare e ci possa porre, in prospettiva, nella situazione migliore per colmare il gap di qualità che abbiamo in questo momento nella università italiana in Sardegna.

Avete intenzione di muovervi anche al di fuori del contesto universitario e rivolgervi anche alle scuole medie superiori?
Da questo punto di vista siamo già abbastanza avviati perché Scida è già entrata in due licei di Cagliari, siamo stati invitati in questi due licei e abbiamo parlato di noi. Siamo forse i primi ad averlo fatto in questa maniera e siamo molto contenti. Io sono andato in prima persona a parlare con i ragazzi e sono stati degli incontri bellissimi che hanno accresciuto sia me che loro; incontri che mi hanno permesso, ci hanno permesso di capire qual è la situazione degli studenti delle superiori delle scuole sarde e loro hanno avuto la possibilità storica di conoscerci.

Pensate che attraverso il lavoro di Scida i giovani si possano avvicinare più facilmente all’indipendentismo?
Quello che noi auspichiamo è che attraverso di noi i giovani possano meglio avvicinarsi all’indipendentismo. Se sono i giovani a rapportarsi direttamente con giovani è molto più facile la comprensione ed è molto più facile anche, secondo noi, riuscire ad abbattere certi preconcetti, certi pregiudizi che purtroppo distanziano i giovani dall'indipendentismo.

Avete detto di essere un comitato studentesco formato da giovani provenienti da diverse organizzazioni indipendentiste; cosa ha permesso a voi di realizzare questa collaborazione e che cosa invece, secondo voi, non permette ai leader politici di trovare forme di convergenza reale su progetti comuni?
Scida è una organizzazione formata da diversi attivisti di diversi movimenti indipendentisti ma anche da ragazzi che non hanno tessera, noi siamo riusciti a trovare la nostra unione, siamo riusciti a metterci attorno a un tavolo perché abbiamo delle specifiche tematiche che vogliamo portare avanti: politiche giovanili, lavorative ed universitarie.
Secondo me non è vero che i leader non trovano forme di convergenza perché su certe cose si sono uniti. Certe battaglie sono state portate avanti come quella contro il nucleare e adesso quella contro il progetto Eleonora. Forse non sempre si mettono assieme però si sono messi insieme in alcune circostanze.

Hai ragione Alessandro nel dire che ci sono state occasioni in cui, come nella lotta contro il nucleare o contro il progetto Eleonora, ci si trova a combattere uniti ma quando si tratta di costruire un progetto politico a lungo termine per creare un blocco indipendentista alternativo a quello italianista, in termini elettorali, viene a mancare la continuità nel costruire qualcosa di concreto.
Anche da questo punto di vista si è cercato, in alcuni casi è stato fatto: non tutti c’erano. Io in questo momento potrei rispondere solo dal punto di vista di attivista di un determinato partito e questo non è quello che dovrebbe trasparire in un’intervista fatta a Scida quindi quello che ho detto era quello che era giusto dire. Purtroppo anche da quel punto di vista le dinamiche devono essere analizzate in maniera diversa.

È possibile che Scida in futuro possa trasformarsi in “movimento politico” o che comunque possa riuscire a dare l’input necessario all’indipendentismo per costruire un progetto politico unitario?
Scida non ti si trasformerà mai in un movimento o in un partito politico; Scida non parteciperà ad elezioni che non siano universitarie; Scida nasce per portare avanti l’indipendentismo, per farlo crescere e per far sì che l'indipendentismo trovi la strada giusta che porti all’indipendenza e alla creazione di una Repubblica indipendente. Noi stiamo condividendo le nostre esperienze, noi ci stiamo rapportando ai giovani, noi speriamo che soprattutto si riesca davvero a vincere una battaglia per un’Università Sarda; pensiamo che questo sia il vero input che possa regalare alla Sardegna una classe dirigente che sappia amministrarla e dal nostro punto di vista sicuramente, questa classe dirigente, sarà indipendentista e avrà quello in testa.

Passate le elezioni per il rinnovo del CdA dell’Ersu di Cagliari su cosa vi concentrerete per prima cosa?
Il Comitato Scida 2013 ha ancora degli eventi in programma che dovranno essere portati avanti. A breve abbiamo un evento sul bilinguismo e sulla Scuola e sull’Università Sarda in programma. Sarà il nostro prossimo evento che rientra nel progetto del bando al quale abbiamo partecipato come comitato studentesco Scida 2013 in quanto universitari.

Intervista a cura di Giovanni Fara e Daniela Piras
Tàtari 19/05/2013
Assòtziu Zirichiltaggia