Visualizzazione post con etichetta Fronte Indipendentista Unidu. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fronte Indipendentista Unidu. Mostra tutti i post

domenica 19 marzo 2017

Contro la speculazione sulla spiaggia di Porto Ferro


Il P.U.L . (Piano di Utilizzo dei Litorali) recentemente adottato dal comune di Sassari, prevede la realizzazione di tre stabilimenti balneari e di infrastrutture che rischiano di stravolgere irrimediabilmente il volto selvaggio e la natura incontaminata e indomabile di Porto Ferro.

In opposizione all’intenzione del Comune e in difesa del litorale è nato il comitato “Giù le mani da Porto Ferro” e tutte le associazioni e le realtà produttive che operano nell’area hanno fatto sentire la propria voce di dissenso dopo aver intravvisto in questa scelta dell’amministrazione di Sassari un pericolo concreto. Pericolo dettato da scelte unilaterali che è giusto mettere in discussione, non soltanto per salvaguardare l’ambiente da quella che si presenta come una nuova speculazione a danno del territorio, ma anche per affermare un principio di autodeterminazione e di sovranità delle nostre comunità, che dovrebbero essere sempre coinvolte nella gestione delle risorse ambientali. In tal senso è necessario pretendere un cambio di rotta radicale della politica alla guida del nostro Comune.

L’amministrazione sassarese, per l’ennesima volta, nell’approvare il P.U.L., ha agito per conto terzi, contro gli interessi del territorio, contro gli interessi dei cittadini, contro gli interessi dei lavoratori e in questo caso di tutte quelle realtà economiche che operano nella spiaggia di Porto Ferro e che hanno contribuito a renderla una meta importante senza azioni invasive e nel rispetto delle peculiarità dell’area naturalistica.
Tutte queste realtà non sono state coinvolte nelle scelte dell’amministrazione che, di fronte alle prime proteste e alle prime perplessità, non ha perso l’occasione per agitare il fantasma del “ricatto occupazionale” come strumento politico in grado di assicurare la realizzazione dei suoi propositi. Non vi è però nessuna ragione, neppure economica, per trasformare il volto di Porto Ferro, se non quella di creare nuove clientele politiche secondo una logica affaristica che pone gli interessi dei cittadini e del territorio in secondo piano rispetto a quelli della politica.

L’approvazione del PUL va ad aggiungersi poi ad altri provvedimenti che in questi ultimi tempi la giunta Sanna ha voluto approvare, spesso persino con il beneplacito di tutta l’opposizione. Uno su tutti il piano particolareggiato del centro storico che di sicuro a breve farà tanto parlare di sé.
Un aspetto, questo, importante da sottolineare perché ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni all’interno del Comune di Sassari è una vera e propria lotta intestina al Partito Democratico, di cui a farne le spese sono i sassaresi. Una lotta fatta di dimissioni di assessori, una lotta di potere che si trascina dietro una infinita sfilza di polemiche sulla gestione del territorio e del patrimonio pubblico.
Si può dire che la tracotanza di Sanna e della sua Giunta abbiano ormai raggiunto limiti insopportabili, considerato soprattutto la distanza messa tra l’amministrazione e i cittadini, completamente esclusi, come nel caso di Porto Ferro, dalle principali decisioni che li riguardano.

La difesa del P.U.L da parte dell’ex assessore Carbini, a posteriori delle sue dimissioni, risuona di una debolezza sconcertante, dato che le stesse sono state accompagnate da una serie di critiche nei confronti della gestione dei rapporti tra il sindaco Sanna e suoi i cittadini, fatto più volte rilevato anche dalla stampa locale, cosa che ha contraddistinto evidentemente l’intero entourage del sindaco. Particolarmente sgradevoli sono risultate le critiche di esponenti della maggioranza che hanno ironizzato sul fatto che una delle ragioni della protesta e della mobilitazione contro il Piano sui litorali sia la presenza dei surfisti a Porto Ferro, dimostrando di non conoscere il territorio e, allo stesso tempo, mettendo in luce la distanza insormontabile che esiste tra la loro azione di governo e i cittadini.

Dagli indipendentisti del F.I.U. arriva l’invito a rendere questa battaglia il più estesa possibile affinché si faccia una grossa pressione sull’amministrazione comunale in modo tale da farla desistere dall’intento di portare avanti il proprio proposito, quello di trasformare Porto Ferro in una anonima provincia italiana, un non-luogo, somigliante a tanti altri dove è stato imposto un modello di turismo di massa che mal si concilia con la natura selvaggia e indomabile dell’area tra Capo dell’Argentiera e Capo Caccia. Il Fronte Indipendentista Unidu ha quindi dato la propria disponibilità a sostenere le mobilitazioni contro l’applicazione del P.U.L. attraverso la mobilitazione dei propri attivisti e la propria azione politica, con l’auspicio che questa diventi una battaglia di tutti i sassaresi e gli amanti di Porto Ferro.

Sàssari 19/03/2017



lunedì 3 marzo 2014

Elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale: analisi del voto

A circa due settimane dal voto, alcune considerazioni che avevamo esposto alcuni mesi prima si sono rivelate esatte; il movimento indipendentista non è stato infatti in grado di presentare all’elettorato sardo una proposta unitaria alternativa agli schieramenti italiani, partecipando alla competizione elettorale in formazioni fra loro disunite e contrapposte che hanno inesorabilmente impresso in gran parte dell’elettorato sardo – in particolare in una buona fetta di quel 48% di astenuti – l’idea di un indipendentismo non coeso e incapace di rappresentare un’alternativa credibile al sistema politico centralista. Considerazioni queste sulle quali crediamo valga la pena di riflettere a freddo, allontanando gli isterismi post-elettorali di chi, evitando di assumersi qualsiasi responsabilità politica, vorrebbe far ricadere la colpa di un fallimento evidente dell’indipendentismo sardo interamente su quel popolo che si gradirebbe al proprio fianco e al quale però non si riesce a comunicare in maniera soddisfacente il proprio progetto politico-elettorale. Così se da una parte l’indipendentismo mostra segni di grande vitalità, influenzando palesemente i programmi di tutti gli schieramenti politici e il dibattito istituzionale tanto da indurre destra e sinistra italiana a far proprie alcune sue battaglie storiche quali quelle sulla lingua sarda o sull’istituzione di una agenzia sarda delle entrate, dall’altra assistiamo ad una totale incapacità di dar seguito ad una strategia omogenea a causa di dirigenze personaliste e inconcludenti e disegni egemonici che puntualmente non fanno che spegnere entusiasmi ed allontanare risorse preziose dalle organizzazioni stesse.

A fronte di una sconfitta elettorale dell’indipendentismo non resta ora che considerare le opportunità che lo scenario politico attuale ci offre da qui ai prossimi cinque anni, consapevoli del fatto che le due formazioni alternative ai partiti unionisti, Sardegna Possibile (con forte trazione indipendentista) e Fronte Indipendentista Unidu, hanno raccolto rispettivamente quasi 76.000 e 8000 voti, a riconferma della presenza in Sardegna di una solida base sulla quale costruire un futuro progetto di governo in grado di scalzare i soggetti centralisti. Tenuto inoltre presente dei tantissimi indipendentisti che non sentendosi rappresentati e considerando andata in fumo l’occasione storica di presentare una lista unitaria, non sono andati a votare e quelli che, la loro preferenza, l’hanno data alla lista Zona Franca o ad uno dei movimenti o partiti che, pur avendo genesi in Sardegna e richiamandosi in qualche modo all’indipendentismo, hanno corso all’interno degli schieramenti italiani o, ancora, alla lista del camaleontico Mauro Pili. 

Il quadro che viene fuori da queste elezioni pensiamo sia però solo in apparenza di un indipendentismo ulteriormente frammentato, in quanto pare evidente che la centralità politica conquistata nell’ambito di questa esperienza da Sardegna Possibile e dal Fronte sia destinata a caratterizzare ogni decisione o iniziativa che si vorrà prendere nei prossimi tempi in ambito indipendentista. D’altronde non si può non considerare che solo l’assenza di una strategia condivisa e l’applicazione di una legge elettorale iniqua e sottovalutata non hanno consentito l’elezione di rappresentanti in Consiglio Regionale. Di fatti una lista indipendentista unitaria avrebbe permesso il superamento della soglia di sbarramento del 5% ma si è preferito invece seguire ben altre logiche politiche, all’insegna dell’opportunismo e della mancanza di umiltà e pragmatismo.

Progres e aMpI, che hanno rispettivamente stimolato la nascita di SP e del FIU, hanno oggi la grossa responsabilità di salvaguardare i risultati ottenuti da questi due importanti processi aggreganti, che hanno avuto in particolare il merito e la capacità di coinvolgere tanta gente nella stesura di programmi politici cuciti sulle reali necessità dei sardi e della Sardegna, affrontando concretamente le criticità che maggiormente colpiscono la nostra società.

Il vero limite di questa esperienza elettorale va ancora una volta rilevato nella mancata condivisione del metodo di scelta del candidato governatore, che ha poi inesorabilmente creato lo scenario confuso e contradditorio di cui sopra.

Non esistono alibi che possano giustificare l’assenza di una strategia unitaria che sottoponesse alla volontà della base indipendentista di tutte le organizzazioni, di tutto il movimento nazionale, la scelta del candidato governatore, per superare le difficoltà e le acredini fra soggetti perennemente in competizione e in contrasto fra loro per pure ragioni di spicciolo opportunismo politico. 

Non andrebbe ora sprecata l’occasione di estendere la centralità conquistata a tutto il dibattito politico sardo, approfittando – qualora lo si considerasse opportuno – delle sponde politiche presenti all’interno del Consiglio Regionale per interferire e pesare energicamente nell’ambito del dibattito istituzionale. In tal senso non sarebbe sensato chiudere aprioristicamente ad ogni forma di dialogo con Gavino Sale – neoeletto consigliere regionale – che ha manifestato apertamente la sua disponibilità a rappresentare le istanze indipendentiste all’interno del palazzo. D’altra parte, a fronte di un risultato elettorale insoddisfacente, gli indipendentisti hanno l’obbligo di sottrarsi a qualsiasi forma di marginalizzazione politica e di adoperarsi per trarre il massimo profitto da un dibattito pubblico il più ampio e inclusivo possibile. L’alleanza elettorale di iRS con lo schieramento unionista di centro-sinistra ha portato questo movimento inequivocabilmente fuori dall’indipendentismo, ma sarebbe fin troppo semplice, scontato e superficiale emanare sentenze di condanna inamovibili nei confronti di questa organizzazione senza invece assumersi l’onere di tracciare la strada verso un percorso di unificazione del movimento nazionale sardo, riconducendo su posizioni indipendentiste organizzazioni che alla luce dei fatti hanno assunto posizioni contrastanti con la lotta di liberazione nazionale ma con le quali riteniamo sia doveroso mantenere un livello di confronto basato sul rispetto. Al fine di veicolare le proposte indipendentiste anche laddove gli indipendentisti non hanno ancora rappresentanza e di conseguenza la possibilità di spostare gli equilibri di forza tra Stato Italiano e Nazione Sarda ma dove è possibile far emergere le contraddizioni interne alla classe politica unionista.

Di questi temi centrali e di altre importanti proposte si dovrebbe discutere nell’ambito di un dibattito post-elettorale pubblico e inclusivo, di cui si sente in maniera urgente e pressante la necessità, quale nuova fase costituente di un percorso unitario dell’indipendentismo. Unica prospettiva sulla quale riteniamo valga la pena lavorare è infatti la formazione di un soggetto politico plurale, democratico e costituito su base federale, in modo tale da consentire alle attuali organizzazioni di mantenere la propria autonomia elaborativa e organizzativa sui territori ma in sintonia con una politica nazionale omogenea e in grado di influire sull’esito di ogni futura consultazione elettorale.

Tra gli altri terreni di confronto che possono contribuire ad un radicamento dell’indipendentismo sul territorio e che meglio si prestano ad una azione unitaria, vi è quello dei rinnovi delle amministrazioni comunali. Con l’elezione a Consigliere Regionale di Gianfranco Ganau, attuale sindaco di Sassari, si prospetta nell’immediato futuro – essendo le due cariche incompatibili per legge – l’apertura di una competizione elettorale a ridosso della quale gli indipendentisti hanno il dovere di confrontarsi per portare una propria lista a concorrere alla guida della seconda città dell’Isola. Da parte nostra non verrà a mancare l’appoggio a qualsiasi proposta che ponga come imprescindibile ai processi di democratizzazione e di ricomposizione strategica dell’indipendentismo quello di una scelta del candidato sindaco attraverso le primarie, unico mezzo in grado di rendere la base partecipe alla costruzione di una alternativa credibile ai partiti italiani. 

Assòtziu Zirichiltaggia
Tàtari, 01/03/2014 

 


domenica 15 dicembre 2013

A conclusione della nostra partecipazione al processo di costruzione del Fronte

Foto: Ghilarza, Assemblea Generale, 8 settembre 2013
Pubblichiamo oggi 15/12/2013 il documento datato 2 dicembre 2013 riguardante le motivazioni della nostra fuoriuscita dal Fronte Indipendentista Unidu:

Tra i primi sostenitori del percorso di costituzione del Fronte Indipendentista Unidu, l’Assòtziu politicu-culturale Zirichiltaggia prende oggi atto, in base alle decisioni adottate dall’Assemblea Nazionale dei Delegati circa la modalità di scelta del candidato governatore e il suo esito predeterminato, che sono sfumati i presupposti politici essenziali per i quali i suoi attivisti hanno dato la loro adesione:

1. l’apertura di un percorso di collaborazione e di convergenza che non si esaurisse all’indomani del voto ma che favorisse la nascita di uno spazio di condivisione paritario fra le varie componenti indipendentiste in funzione di un processo di unificazione del movimento nazionale sardo;
2. la realizzazione di una alternativa elettorale ai partiti italiani che richiamasse l’unità degli indipendentisti attorno alle lotte e ai valori che li accomunano e li contraddistinguono;
3. il coinvolgimento diretto nell’ambito del dibattito politico e del percorso di costruzione del Fronte della base indipendentista in un ottica di confronto paritario e democratico;
4. la realizzazione di un progetto elettorale in cui prima si desse spazio ai contenuti e al programma e poi ai candidati.

È per noi evidente come nessuno di questi punti sia stato perseguito fino in fondo:

1. il Fronte Indipendentista Unidu si configura essere sempre più un progetto a soli fini elettoralistici poiché non ha fin’ora creato i presupposti di trasparenza e collegialità necessari affinché le varie componenti indipendentiste (organizzazioni e singoli) possano aderirvi e attribuendo nella sostanza all’assemblea nazionale dei delegati le funzioni tipiche di una direzione partitica;
2. la scelta di un dirigente nazionale di a Manca pro s’indipendentzia come candidato governatore compromette di fatto l’intero percorso di costruzione di un Fronte indipendentista unitario, creando una evidente sovrapposizione del partito rispetto al progetto stesso;
3. l’accentramento di tutto il potere decisionale nelle mani dell'assemblea dei delegati ha portato inevitabilmente ad uno scollamento con la base e i territori, all’esclusione da gran parte del dibattito politico del resto degli aderenti al Fronte, i quali non hanno potuto partecipare in maniera attiva alle principali fasi decisionali che hanno portato alla scelta del candidato governatore;
4. ad oggi non è stato diffuso tra agli aderenti il programma politico attorno al quale sarebbe dovuta avvenire, in maniera collegiale, democratica e inclusiva (vista la natura del progetto) la scelta del candidato governatore e la composizione delle liste del Fronte.

Foto: Cagliari, Conferenza Stampa, 5 ottobre 2013 
Rimarchiamo come la poca volontà di misurarsi con l’esigenza di coinvolgimento della base nelle decisioni da prendere abbia finito per incidere profondamente sui rapporti interni al Fronte. A nulla è servito il tentativo di mediazione posto in essere con la presentazione di una mozione con la quale si chiedeva espressamente di rimettere nelle mani dell’assemblea generale, ossia di tutti gli aderenti al Fronte, la possibilità di scelta del candidato presidente. A nulla è servito il richiamo al senso di responsabilità verso il percorso intrapreso e l’invito a individuare il candidato governatore tra chi non ricoprisse nessun ruolo di responsabilità all’interno di una qualsiasi organizzazione (associazione, movimento o partito politico); tra chi avesse tutte le qualità per rappresentare una reale sintesi delle varie esperienze e sensibilità indipendentiste, garantendone la coesione e pertanto l’avvicinamento al Fronte.

Prediamo atto del fatto che i tempi non sono ancora maturi per la costituzione di un fronte indipendentista capace di rispondere alla necessità di inclusione della base nelle fasi decisionali, progetto che richiede in primo luogo affidabilità e coerenza soprattutto da chi per primo si è fatto interprete del bisogno di dialogo, di confronto e di democrazia. Per tutte queste ragioni non possiamo che ritirare la nostra adesione al Fronte.

Da parte nostra vanno in ogni caso i più sinceri auguri di buon lavoro al candidato del Fronte votato in data 24.11.13, il cui nome sarà reso pubblico nei prossimi giorni. L’auspicio è che sappia interpretare al meglio il programma politico alle cui linee generali e alla stesura di una prima bozza abbiamo dato il nostro contributo in termini di idee e proposte e per la realizzazione del quale riconosciamo esserci stato un coinvolgimento dei territori.

Il nostro sostengo, anche senza un coinvolgimento diretto, andrà a chi con coerenza si muoverà al di la della linea di demarcazione che separa l’indipendentismo dall’opportunismo e dalla svendita delle nostre lotte, a chi manterrà l’equidistanza dai partiti italiani e dai diretti responsabili dello sfacelo politico, economico e sociale in cui versa la Nazione Sarda per costruire con coerenza un futuro dignitoso e in grado di spezzare le catene della subalternità culturale e politica del nostro popolo.

Tissi 02/12/2013
Assòtziu Zirichiltaggia



mercoledì 13 novembre 2013

Assemblea Generale Indipendentista

ASSEMBLEA GENERALE INDIPENDENTISTA 

Sabato 16 novembre - ore 15.30 

Presentazione della prima bozza di Programma del
Fronte Indipendentista Unidu
e nomina dei Candidati a Governatore della Sardegna

Provincia Cagliari: Selargius, Sala Pro Loco, via Bezzecca 46 
Provincia Olbia-Tempio: Tempio, piazza Mercato 1, ufficio turistico del Comune 
Provincia Sassari: Sassari, dopolavoro ferroviario, piazza Stazione 
Provincia Nuoro: Siniscola, "Su Recreu" di Davide Secchi,
Località “Sas Piddas”, strada provinciale 24,
prima uscita s.s. 131 DCN venendo da Nuoro 
Provincia Oristano: Fordongianus, Aula consiliare comunale, via F. Coco 
Provincia Ogliastra: Girasole, Biblioteca Comunale, via Garibaldi 5 
Provincia Sulcis: Carbonia, corso Iglesias 18
Sabato 16 novembre - ore 15.30

Per info: 
Pier Franco Devias - telefono 3209266945 - mail: predufrantziscu@yahoo.it
Fabio Cocco - telefono 3296714453 - mail: fabiococco@kentales.com
Ines Caria - telefono 3288740729 - mail: inescaria@tiscali.it



lunedì 11 novembre 2013

La Maddalena: parte dal territorio la campagna elettorale del Fronte Indipendentista Unidu

di Giovanni Fara

Il Fronte Indipendentista Unidu ha scelto di cominciare la sua campagna elettorale dall’isola de La Maddalena, di fronte all’Hotel Porto Arsenale, luogo simbolo della devastazione ambientale perpetrata da decenni ai danni della Sardegna. Abbiamo deciso di partire da qui per denunciare lo sperpero dei denari dei sardi attuato da una classe politica che ha dato prova di non volersi minimamente curare del benessere e degli interessi del territorio. Abbiamo deciso di cominciare dai problemi che ci riguardano più da vicino: quello dell'occupazione militare, delle mancate bonifiche, della strafottenza di una classe politica moralmente indegna e non adeguata a rappresentare gli interessi dei Sardi. La vicinanza al territorio e il confronto diretto con le persone e i loro problemi sarà ciò che caratterizzerà tutta campagna elettorale del Fronte Indipendentista.
Quella di ieri è stata l’occasione per esprimere tutta la nostra indignazione per i termini dell’accordo siglati tra lo Stato Italiano, la Regione e il Comune de La Maddalena del 29 ottobre. Consideriamo sconcertante che il governatore Cappellacci dopo 4 anni di totale disinteresse sul problema delle mancate bonifiche gridi vittoria per aver siglato un accordo che prevede che la Regione debba spenda ben 5.400mila euro. È sconcertante vedere come il governatore Cappellacci usi toni trionfalistici e provi a farsi la campagna elettorale sulle spalle dei sardi. Abbiamo voluto denunciare il silenzio complice della Regione in una vicenda di appalti truccati a danno dell’arcipelago maddalenino. Abbiamo voluto denunciare una volta ancora il rifiuto della Regione di costituirsi parte civile per le mancate bonifiche del G8. Abbiamo voluto denunciare il silenzio del governatore Cappellacci per il mancato versamento nelle casse della Regione dei 31milioni di euro che la Mita Resort del Gruppo di Emma Marcegaglia avrebbe dovuto versare dopo essersi aggiudicata l’appalto per la riqualificazione turistica dell’hotel porto arsenale. Riteniamo sconcertante la totale mancanza di senso di responsabilità della classe politica sarda che, dopo aver procurato un danno di immagine e un danno economico non solo all’isola de La Maddalena ma a tutta la Sardegna, ora gioca a scarica barile mettendo nelle mani dell’amministrazione comunale l’attuazione delle bonifiche incompiute che dovrebbero essere realizzate in 30 mesi. Sappiamo che non saranno sufficienti gli undicimilioni di euro che lo stato dovrà spendere a metà con la Regione Sardegna per portare a termine la bonifica su un area che si estende per oltre 20mila metri quadri marini e riteniamo a maggior ragione che, l’accordo siglato, si rivelerà essere l’ennesima beffa ai danni del popolo sardo.
Il Fronte sarà in ogni caso vigile e presente, anche dopo le elezioni e per tutto il tempo che sarà necessario affinché le bonifiche vengano realmente portate a termine. Chiameremo sempre in causa chi ha attuato e di chi ha reso possibile il disastro ecologico dell’arcipelago maddalenino. Vigileremo affinché non si giochi più con il futuro di questo territorio e del suo sviluppo. Non ci siamo dimenticati delle cinquemila tonnellate di rifiuti speciali tra cui amianto, idrocarburi, metalli pesanti e perfino materiale radioattivo che sono stati sparsi in mezza Sardegna, dalla discarica de "s'ispiritu santu" di Olbia alle migliaia di metri di profondità della miniera di Canaglia nella Nurra. Non ci siamo dimenticati delle responsabilità della cricca del G8, di quelle della protezione civile e di Bertolaso. Non ci siamo dimenticati delle responsabilità della capitaneria di porto di Porto Torres, del sindaco di Porto Torres e di quello di Sassari nei cui territori e sulle cui strade sono transitati, nel silenzio di tutti, questo genere di materiali pericolosi e incompatibili con la vita dell’uomo e dell’ambiente.
Per risolvere questa politica fallimentare il Fronte ha individuato delle soluzioni che saranno presenti nel suo programma, tra cui:
1) una legge che preveda in caso di bonifica di un territorio, il diritto di prelazione per le imprese specializzate nelle bonifiche con sede legale in Sardegna da almeno tre anni;
2) il varo di una legge che renda obbligatorio che la RAS si costituisca parte civile in caso di disastro ambientale;
3) Obbligo per le ditte che vogliono installare nuovi impianti industriali impattanti, di versare alla Regione una cauzione pari la costo dello smantellamento degli impianti stessi e della bonifica del territorio.
Il Fronte si batterà affinché questo territorio ricco di bellezze e di risorse naturali possa essere riqualificato e valorizzato, perché siamo stanchi di sentirci dire che la Sardegna è una terra povera e che quindi non esiste altro modello di sviluppo se non quello dato dall’occupazione militare, dalla svendita del territorio e da modelli economici che nulla hanno a che fare con la naturale vocazione del nostro habitat. La povertà è solo nella testa di chi fin’ora ci ha governato, di chi non è stato capace di mettere in piedi un solo valido  progetto di sviluppo, di prosperità economica e di tutela ambientale.
Abbiamo aperto la nostra campagna elettorale a la Maddalena per disegnare un futuro diverso per uno degli angoli più belli e suggestivi della nostra Isola e per l’intera Sardegna. Riparte da qui, riparte dal Fonte Indipendentista Unidu, la lotta per l’emancipazione e l’indipendenza del nostro Paese.



venerdì 8 novembre 2013

Apertura della campagna elettorale del Fronte

A tutti gli organi di stampa:
Domenica 10 novembre il Fronte Indipendentista Unidu inizierà la sua campagna elettorale intervenendo sul problema delle mancate bonifiche del G8 sull’Isola de La Maddalena.
Denunceremo lo spreco di denaro dei sardi, l’occupazione e l’abbandono del territorio da parte dello Stato Italiano con la complicità di una classe politica sarda inadeguata e completamente incapace di difendere gli interessi della Nazione Sarda.
Sarà l’occasione per esporre i punti che presenteremo nel nostro programma elettorale per la salvaguardia del benessere della collettività, la riqualificazione delle aree di bonifica e l’ottenimento del risarcimento dei danni arrecati con l’occupazione coloniale e la militarizzazione del territorio.
L’appuntamento è fissato alle h. 11.30 davanti all’ingresso dell’Hotel Porto Arsenale de La Maddalena

Per informazioni contattare i seguenti numeri:
Pier Franco Devias tel. 320.9266945; Fabio Cocco tel. 329.6714453
Ines Caria tel. 328.8740729; Giovanni Fara tel. 328.1358752


INGHITZU DE SA CAMPAGNA ELETORALE DE SU FRONTE

A totu is òrganos de informatzione: Domìnigu su 10 de onniasantu su Fronte Indipendentista Unidu at a incumentzare sa campagna eletorale sua, intervenende a pìgiu de su problema de is bonìficas de su G8 chi no ant fatu in s’Isula de Sa Maddalena. Amus a denuntziare su dinari pèrdidu de is sardos, s'ocupatzione e su disamparu de su territòriu chi at postu in òpera s'istadu italianu, essende de acòrdiu cun una classe polìtica sarda chi no est bona a difèndere is interessos de sa Natzione Sarda. In cussa ocasione amus a presentare is propostas de su programma eletorale nostru pro s'amparu e su benèssere de sa colletividade, sa sanadura de is giassos chi bolent bonificados e sa rifata pro is dannos chi nos ant portadu s'ocupatzione coloniale e sa militarizatzione de su territòriu. S'addòbiu est a is h. 11.30 de mangianu, cara a s'intrada de s’Hotel in su Portu Arsenale de Sa Maddalena.



venerdì 11 ottobre 2013

Assemblee provinciali per il Fronte Unidu Indipendentista

Domenica prossima (13 ottobre) si svolgeranno in tutta l’isola le assemblee provinciali per costruire insieme ai cittadini e ai lavoratori sardi un programma cucito sulle esigenze e sui bisogni del nostro popolo. 

Per la prima volta il programma e le persone delegate a rappresentarlo saranno scelti dalla base e tutti avranno voce in capitolo per fare proposte, eleggere ed essere eletti. 

È uno spartiacque nella vita politica della nostra terra: dopa anni di proteste e di lamentele abbiamo la possibilità di poter decidere e proporre, di poter contare su un piano di pieno rispetto e di parità con tutti gli altri attori del cambiamento. 

È fondamentale che tutti facciano la loro parte, per questo vi chiediamo di portare il vostro contributo di analisi, di proposte e di forze sane alle assemblee provinciali del 13 ottobre. 

Non presentarsi, non dire la propria, non avanzare le vostre proposte in questa sede significa perdere forse l’unica occasione per poter decidere in prima persona e trasformare in realtà le speranze, le lotte e i progetti a cui avete dato corpo in tutti questi anni. 

Scegliete il comune più vicino a voi e partecipate con noi a questo straordinario processo di cambiamento basato sulla democrazia: 

- Provìncia Casteddu: Assemini, via Principe di Piemonte n. 14, h 17.30 
 - Provìncia Aristanis: Bauladu, Sala San Lorenzo (Sede consulta giovanile), via San Lorenzo, h. 17.30 
- Provìncia Sulcis: Carbonia, saletta in via Madeddu (vicinanze campi di calcio), h. 17.30   
- Provìncia Tempiu-Terranoa: Tempiu, piazza Mercato n. 1, Ufficio Turistico del Comune, h. 17.30 
- Provìncia Tàtari: Ittiri, Circolo Su Connottu, c.so Vittorio Emanuele n. 196, h. 17.30 
- Provìncia Nùgoro: Nùgoro, via Aurelio Saffi n. 12, h. 17.30 
- Provìncia Ogiàstra: Lanusè, Punto di ristoro Bosco Selene, h. 10.00

ASSEMBLEA PERMANENTE PER IL FRONTE UNITO INDIPENDENTISTA


lunedì 7 ottobre 2013

Fotonotizia: Conferenza Stampa Collettiva per il F.U.I.

«Stiamo portando avanti un processo inclusivo e paritario. Non ci sono posizioni calate dall'alto, ma ci vogliamo confrontare con gli input che giungono dai territori.»
Giovanni Fara

«A Ghilarza sono arrivate duecentocinquanta persone dalla Sardegna per confrontarsi e discutere dalle 10 alle 15 e arrivare all'approvazione di un documento unitario. Abbiamo aperto la possibilità di avviare una democratizzazione di cui l'indipendentismo aveva bisogno.»
Cristiano Sabino
 

Foto: Daniela Piras


giovedì 3 ottobre 2013

Conferenza Stampa Collettiva per il Fronte Unidu Indipendentista

Trasmettiamo la convocazione della Conferenza Stampa Collettiva per la presentazione del progetto “Fronte Unidu Indipendentista” e del metodo per la definizione del Programma e per l’elezione dei delegati.
Tàtari 03/10/2013
Assòtziu politicu-culturale Zirichiltaggia 

Alla cortese attenzione degli organi di stampa,
Oggetto: Presentazione del progetto “Fronte Unidu Indipendentista”
e metodo per la definizione del Programma e per l’elezione dei delegati.
CAGLIARI Sabato 5 ottobre, ore 11:00
Cral CTM, Viale Ciusa 56 Cagliari.
Nasce l'indipendentismo democratico.
Verrà esposto il progetto del Fronte Unidu Indipendentista e verranno presentate le modalità con cui sarà definito il PROGRAMMA ed eletti i delegati all’Assemblea Nazionale.
Alla conferenza stampa interverranno diversi aderenti al Fronte.
Sarà una conferenza stampa collettiva rappresentativa della pluralità di voci raccolte dal “Fronte”, chiunque sostiene il progetto è invitato a partecipare.