venerdì 10 giugno 2016

L’arte di raccontare storie e di renderle credibili.

di Daniela Piras

Questo il concetto all’origine del Fàula Festival che, giocando sul gioco di parole: fabula, fàula, fàvola, ha dato origine ad un Festival che si è svolto a Tissi il quattro giugno e della cui organizzazione ho fatto parte.

L’idea era quella di raccontare storie e di mettere alla prova gli studenti della scuola elementare e della scuola media di Tissi, chiedendo di realizzare uno scritto che avesse come tema centrale la bugia. Abbiamo cercato di condensare, in una giornata, un insieme di spettacoli che avessero come matrice comune quella di raccontare storie.

Dei tissesi si dice che siano bugiardi, è un detto che si tramanda da anni e di cui si sono perse le origini.

L’intuizione di partire da questo e di imbastirci un’intera manifestazione attorno parte da Antonio Locci, tissese con la passione per la musica e per l’arte in genere.

Non solo i tissesi hanno un “timbro”: degli abitanti di Usini, per esempio, si dice (più o meno scherzosamente) che siano ubriaconi e degli abitanti di Ossi che siano “giogalzu”, cioè abili cercatori di lumache. Le origini di questi ultimi due detti sono abbastanza chiare: a Usini c’è una forte cultura del vino e in paese sono presenti note aziende vinicole; a Ossi, invece, il ricavato ottenuto dalla vendita delle lumache è stato, per tanto tempo, un aiuto prezioso e una valida integrazione economica.

A Tissi il detto è, se vogliamo, più poetico. È risaputo che il paese vanta una grande tradizione poetica, nomi come Bartolomeo Serra, Andrea Mulas, Pietro Cherchi ma anche scrittrici come Mena Branca, per fare qualche esempio. La tradizione non si è persa nel corso degli anni e anche oggi ci sono diversi compositori in paese: Gigi Sancis, Rosalia Beccu (nota Lia), Egidio Cassanu, Pietro Nieddu, Anselmo Serra e Pietro Manconi.

Nel corso delle interviste che abbiamo fatto in giro per il paese per realizzare un documentario- testimonianza siamo venuti a sapere delle cose molto interessanti. Una di queste mi ha particolarmente colpito: ci hanno raccontato che i tissesi in tempi passati venivano bonariamente canzonati perché, pur non vivendo in mezzo al lusso, si atteggiavano in maniera tale da apparire ricchi, arrivando a noleggiare degli abiti in occasioni speciali e ovviamente omettendo di svelare la loro provenienza. Questa trasformazione della realtà, anche se solo esterna, svela una creatività e una capacità di reazione non comune. Ed è questa la base delle leggendarie bugie del paese, la voglia di abbellire, di esaltare, di amplificare un semplice fatto e di renderlo poetico, interessante, degno di nota.

Il concorso di scrittura creativa che ha visto come protagonisti gli studenti delle scuole, denominato “Malafaula” ha portato alla luce dei testi davvero belli, originali e ironici. Non ci aspettavamo tanto, credo. I racconti erano scritti davvero bene, ben articolati e con una grande attinenza al tema proposto. Le letture dei testi sono state abbinate, in diversi casi, a una piccola rappresentazione teatrale in cui i bambini hanno interpretato i personaggi delle loro storie. 

La qualità delle storie partecipanti al concorso era alta. Alcune storie avevano titoli in lingua sarda, così come diversi dialoghi. Un chiaro segnale di quanto l’importanza della nostra lingua e la riscoperta della nostra identità culturale passi soprattutto nel suo effettivo utilizzo. Sentire bambini di dieci, dodici anni che parlavano così bene il sardo mi ha reso molto ottimista per quel che riguarda la conservazione e la vitalità della nostra lingua.

La giornata è continuata dopo la premiazione dei racconti vincenti (sono contenta di non essere stata parte della giuria perché il loro compito è stato davvero difficile!) con la proiezione del documentario e poi con la presentazione del libro “Uno sputo di cielo”, una raccolta curata da Carlo Deffenu che vede la presenza di ventisette racconti e conseguenti illustrazioni fotografiche/artistiche. Un progetto molto interessante che vede il ricavato delle vendite del libro finire in beneficienza, per aiutare i bambini di un orfanotrofio di Betlemme.

La compagnia teatrale Lampos e tronos ha poi messo in scena una serie di simpatici mini sketch con lo spettacolo “Raccontar Fole”, storie simil vere alcune tratte da testimonianze reali degli anziani del paese su episodi realmente successi. Anche i bambini hanno avuto il loro spazio all’interno del teatro portando in scena un “Processo a Pinocchio” molto singolare e simpatico.

Era presente anche un angolo dedicato ai bambini curato dalla compagnia Theatre en vol.

Uno spazio particolare è stato dedicato alla bellissima poesia in lingua sarda composta da uno dei nostri compaesani, Stefano Chessa, poeta da sempre e grande conoscitore della lingua sarda. Stefano ha ironizzato sul detto riservato ai tissesi con la sua “Sas fàulas in Tissi”:

In Tissi b’ant pessones mannas meda
chi, a sa crisi, agiuant a resistire:
dae su chi bendet pische, si as moneda
un’ira ‘e cosas as a poder pedire!
T’acollit cun sa farda arva ‘e seda.
Serenu as a andare a drommire
ca isetat a dae segus de sos bancos…
S’ambidda bendet, oe, a 10 francos!

No est beru, fintz’issara fia incue,
pro a mie custa cosa est inventada:
fia in pischeteria, suta sas nue(s)
ma apo ‘idu chi oe fit tancada!
Mi tocat de chircare in aterue…
ca paret fàula bene assentada.
Devo leare ‘inari dae giancheta.
Como ando a comporare paga peta!

Intende custu e tènelu in memòria:
b’est frade meu ch’at mira abberu ‘ona:
est in atividade venatòria…
si no isparas nessi, tue, perdona!
Issu si ch’at a andare cun sa glòria,
si bides su ch’at giutu…t’assucona(s).
Isculta, tando! Ti paret bastante?
Catzende…at leadu un’elefante!
Gianteris a un’amiga mia ispetziale
l’est capitada una cosa istrana
e fintzas tropu, in su su tempus atuale.
Pro cosas gai de rier no apo gana!
A l’ider no est pro nudda naturale
e non mi paret mancu meda sana:
s’iscur’a issa, arratza ‘e alligria…
est nàschida cun una titta ebbia.
Bi creo, caru cumpareddu meu!
Ti naro custa cosa: l’apo iscrita:
incue ses faeddende, totu’intreu…
non t’ischis mancu ponner sa berritta.
Su ch’est sutzessu a mie est prus feu:
apo àpidu una fiza cun tres titta(s)!
A l’ischis ite ti naro, oh cumpare?
In custu puru est mezus abundare!
In Tissi non b’at solu veridade,
sa fantasia dat ditza a sas vidas.
S’inventas cun coràgiu e abilidade
no as a agatare mai difidas
e b’as a balanzare in libertade
si suta custu chelu ti nd’ischidas.
Betamus a su mundu custa ‘oghe:
sas fàulas ant leadu domo inoghe.
Il Festival aveva come idea quella di raccontare storie non solo con la scrittura. A conclusione della serata, perciò, c’è stato spazio per la “Favola” di Elisa Lamberti, “un’acrobata con la passione dei bambini”, come lei stessa si definisce, che racconta favole con il proprio corpo, in una performance composta da acrobazie su sfondo di cartoni animati, immagini in retroproiezione che seguono l’artista e si sovrappongono. Sicuramente uno spettacolo originale, così come quello proposto dal suo partner Fabrizio Fanizzi che ha effettuato delle evoluzioni funambolesche con la ruota di Rohn.

L’evento è stato organizzato da un gruppo di Tissi formato da Antonio Locci, Claudia Solinas, Alfonso Nuvoli, Francesca Capitta, Stefania Budroni, Sara Scarpa e da me.

Quest’anno la manifestazione può dirsi sicuramente riuscita. L’impegno che noi tutti abbiamo messo, ognuno compatibilmente con i propri impegni, ha fatto sì che l’evento sia stato all’altezza delle nostre aspettative; la soddisfazione nel ricevere i complimenti dei partecipanti e nel vedere la gente che si divertiva e che ha passato tutta l’intera giornata con noi, è stata la risposta migliore che potessimo ottenere.

Ringrazio chi mi ha coinvolto nell’organizzazione e mi auguro che gli anni a venire vedano una costante crescita del Festival.
I miei ringraziamenti vanno anche a chi ha creduto e sostenuto il progetto sin da subito; l’assessorato alla Cultura del Comune Di Tissi, l’associazione Teatrale Amatoriale Lampos e Tronos, le maestre della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di Primo grado, i responsabili del Sistema Bibliotecario Coros Figulinas, l’associazione Pop: Progetto Ottobre in Poesia.
In sintesi, il Fàula Festival si può descrivere come un incontro tra cultura, scrittura e arte: arte dell'affabulare, capacità di raccontare storie vere o totalmente inverosimili e di creare spunti di riflessione per condividere le realtà che ci circondano.
L’appuntamento è per l’anno prossimo!






mercoledì 6 gennaio 2016

Intervista a Stefano Galeano

Dopo aver visitato la sua ultima mostra di pittura all’ex Ma di Tissi, incuriositi dalla particolarità dei suoi quadri e dai tanti interrogativi che suscitano, abbiamo deciso di dedicare uno spazio all’artista poliedrico Stefano Galeano, pittore e musicista. I temi da lui affrontati sono molto forti, sfociano in una provocazione che mira a far riflettere e che riguarda tutta la società. La sua analisi è un monito chiaro in cui però si scorge anche la speranza di un cambiamento, come rivelano i suoi intensi quadri, dove la natura trova sempre il modo di rinascere.

Quando hai iniziato a dipingere e da dove nasce la tua passione per la pittura?
Non ho un vero e proprio ricordo di quando ho istintivamente deciso di impugnare un oggetto che producesse segni per iniziare a "graffiare" la carta. Forse ho iniziato come tutti i bambini, "pastrocchiando" e sperimentando l'uso di colori e supporti, sporcandomi le mani e capendo la consistenza della materia. Posso dire però con certezza che tutto iniziò quando ho appreso di non dover dimenticare tutto quello che ho imparato nella tenera età, non cedendo (o per lo meno cercando di non farlo) ad una omologazione che, evidentemente, non faceva per me. Forse la passione per questo genere di espressione nasce da una naturale propensione artistica, dal bisogno di dover ossessivamente trangugiare il mondo per poi doverlo inevitabilmente rigurgitare. Penso che tutto questo nasca da un senso di incompletezza spirituale.

Riguardo alla tua ultima esposizione “La persistenza della fine”: Sei soddisfatto dell’esito della tua mostra all’ex Ma di Tissi? Esiste un argomento comune sul quale si focalizzano le opere?
Per quanto riguarda la mia ultima mostra all'ex Ma di Tissi, posso dire che la mia soddisfazione è stata quella di vedere le persone che sono venute a vedere i miei lavori interessate a ciò che avevano davanti e, quindi, con mille chiavi di lettura, intraprendere con ognuno di loro, uno scambio di opinioni su quello che, secondo loro, avrebbero potuto rappresentare le mie opere. L'argomento esiste eccome. È una costante da almeno dieci o quindici anni a questa parte che si sposa in maniera viscerale con teorie di visite aliene sulla terra e teorie fantascientifiche (che poi, ormai, tanto "fanta" non sono) . Il tema di fondo che fa da brodo primordiale ai miei lavori è l'inadeguatezza del genere umano al pianeta terra e il suo rapporto con la natura, rapporto a senso unico dove l'uomo prende senza dare.

L'essere umano sembra provenire da altri mondi, non si cura del pianeta in cui vive e tratta tutte le altre specie con superficialità e per i soli propri scopi personali. Ecco, nei miei mondi, finalmente, l'essere umano scompare. Si estingue. Cessa di esistere per sempre. Anche le sue opere, le sue costruzioni, le città, e tutte le cose da lui costruite, vengono pian piano inglobate dalla natura e dalla sua magnificenza. Quindi si crea uno scenario dove la natura ha il suo massimo splendore in un tragico elogio a se stessa e alla scomparsa del genere umano.
Viste le tematiche legate al clima, cosa pensi della situazione ambientale della Sardegna? Si parla molto di inquinamento industriale e militare, c’è secondo te una via d’uscita?

Fortunatamente la Sardegna conserva ancora quella freschezza naturale che sta via via scomparendo con l'avvento della tecnologia e dell'aumento demografico. La Sardegna possiede quel giusto rapporto tra spazio naturale e presenza umana. Anche qui però vediamo una crescita dell'inquinamento atmosferico, ma ancor più tristemente, una crescita de “l'inquinamento mentale”. L'inquinamento mentale altro non è che la totale assenza di cultura applicata all'intelligenza, perché ciò che vedo io, girovagando per i posti di questa fantastica Isola, è spazzatura. Sacchi di spazzatura lanciati per le strade, mari inquinati da sostanze ignote, assorbenti galleggianti nelle rive di spiagge una volta paradisiache, questo è quello che noto. Non stiamo facendo altro che, in Sardegna come nel resto del mondo, anticipando la nostra estinzione. Riguardo l'inquinamento industriale e militare sì, ho ben in mente una via d'uscita pratica e veloce, ma, ahimè, sarebbe troppo violenta e penso che è meglio che in questo caso mi astenga dal dirlo.

A cosa ti ispiri principalmente nella tua opera pittorica? Oltre a dipingere, fai anche parte di un gruppo Metal, secondo te cosa si riesce a comunicare meglio con la pittura e, viceversa, con la musica?
Gran parte di ciò che creo, sia che si parli di musica che di pittura, lo faccio in maniera così istintiva che non saprei da dove traggo le mie ispirazioni. Sicuramente sono frutto di quello che vedo e che provo, a mio modo, a trasferire in immagine. Il modo più semplice di esprimerci, parlando di istinto primordiale dell'umanità Intera, quando ancora eravamo degni di abitare questo pianeta, è sempre stato quello dei segni, dei colori e dei suoni. Non penso esista modo più efficace e semplice allo stesso tempo. Probabilmente la musica esprime meglio emozioni più semplici come amore, rabbia o felicità, e non mi riferisco alla parola o ai testi ma mi riferisco al suono, solo al suono, mentre la pittura, facendo leva sul senso visivo, può essere più utile per esprimere mille altre sfaccettature di quei sentimenti primordiali prima citati, ad esempio la malinconia, l'inadeguatezza, la speranza o lo sdegno (per citarne alcuni) cose che nella musica dovrebbero essere espressi attraverso di un testo che li spieghi.

Intervista a cura di Daniela Piras
Tissi 04/01/2016
Assòtziu Zirichiltaggia



giovedì 29 ottobre 2015

Adesione mobilitazioni No Trident

L’Assòtziu Zirichiltaggia aderisce alle mobilitazioni contro l’occupazione militare della Sardigna e le esercitazioni Trident Juncture 2015; la più imponente esercitazione militare della NATO degli ultimi 15 anni che vedrà coinvolto il poligono di Capo Teulada. 

Il fortissimo spiegamento di uomini e mezzi della NATO che coinvolge ben trenta stati, rivela in maniera sempre più evidente l’interesse delle forze di occupazione straniere nei confronti della nostra isola, che si presta a divenire uno degli epicentri delle strategie militari internazionali.

Riteniamo di non poter accettare ulteriormente che il nostro territorio subisca gli effetti della devastazione ambientale che queste esercitazioni procureranno e di dover esprimere con forza il rifiuto di un coinvolgimento diretto della Nazione Sarda nell’ambito di tensioni e conflitti internazionali.

Auspichiamo un coinvolgimento dell’intera società sarda nell’ambito del processo a favore del dissenso, del boicottaggio e dello smantellamento dei poligoni militari presenti sull’isola, in nome della sovranità e del diritto all’autodeterminazione nazionale del popolo sardo.

Addòvius:

MANIFESTAZIONE A CAGLIARI, 31 OTTOBRE 2015, PIAZZA GARIBALDI, ORE 10:00 

MANIFESTAZIONE AL POLIGONO DI CAPO TEULADA, 3 NOVEMBRE, PORTO PINO (SANT’ANNA ARRESI), VIA DELLA SPIAGGIA, ORE 10:30

Assòtziu Zirichiltaggia
Tàtari, 29/10/2015


sabato 25 aprile 2015

CELLA N°21 - Il lungo cammino verso la dignità (Tissi, 23 Aprile 2015)

Recentemente sono stato invitato a partecipare ad una delle presentazioni del libro di Bainzu Piliu, “Cella n°21 - Il lungo cammino verso la dignità”, opera in parte autobiografica e in parte documentale attraverso la quale ci racconta le sue principali esperienze personali e politiche. Nello specifico, sono stato invitato a conversare con Bainzu Piliu a Tissi il 23 aprile 2015, una data importante almeno sotto due aspetti: il primo è che il comune inaugurava la riapertura della Biblioteca Comunale dopo la sua ristrutturazione, quindi un evento importante per il paese che si è così riappropriato di uno spazio fondamentale, restituito ai suoi cittadini dopo circa un anno e mezzo; il secondo aspetto è che questa iniziativa è coincisa con la giornata mondiale del libro, un momento importante di festa e di condivisione al quale sono stato davvero contento di prendere parte. 

Il mio ringraziamento non può quindi che andare a Claudia Solinas, vice sindaco di Tissi, per avermi chiesto di partecipare all’iniziativa, così pure come a tutto lo staff della biblioteca e naturalmente a tutto il Consiglio Comunale che ha reso possibile l’evento. 

Non è la prima volta che partecipo ad una delle innumerevoli iniziative organizzate dal Comune di Tissi che, indubbiamente, si rivela essere uno dei centri del sassarese più vivaci sotto il profilo culturale e politico. La mia presenza a questo evento si carica però di un significato profondo in quanto, per me, è stato un onore poter dialogare con Bainzu Piliu, un uomo che si è speso una vita intera per la difesa degli interessi del nostro popolo e che continua a farlo ancora oggi diffondendo le sue idee e raccontando gli aspetti più significativi della propria storia politica e personale; storia che lo ha visto coinvolto nel processo per cospirazione contro lo Stato italiano e che lo ha portato alla condanna e ad una detenzione di oltre 4 anni. 

“Cella n°21, Il lungo cammino verso la dignità” è un libro che ha lo scopo di raccontare qualcosa che va ben oltre la vicenda personale e politica di Piliu, giacché questa si intreccia con un momento storico delicato per la Sardegna degli anni 70 e degli anni 80, animata da lotte politiche importanti e vive nel tessuto sociale dei sardi. 

Lotte come quella contro la militarizzazione, l’impegno per un reale riscatto e sviluppo economico dell’Isola, ieri come oggi sotto il giogo di politiche coloniali che calpestano gli interessi dei sardi a vantaggio di quelli dello stato italiano. La necessità di uno sviluppo culturale e l’isolazionismo creato dalla carenza di trasporti e collegamenti con l’esterno sono solo alcuni degli aspetti che animavano la vita politica di quegli anni e che, osservati oggi, appaiono incredibilmente attuali. Un libro che nella sostanza non può che arricchire chiunque desideri approfondire il proprio bagaglio di conoscenze per comprendere meglio e più a fondo le ragioni storiche dell’indipendentismo sardo.
Un libro che non può che suscitare interesse, dibattito e far sorgere interrogativi, fondamentale non solo per chi oggi si dichiara indipendentista, considerato che ciò di cui parla ci riguarda tutti e che la vicenda politica e giudiziaria di Bainzu Piliu è una parte della storia di un intero popolo, di una nazione per l’appunto “in cammino verso la dignità”. Un libro che, per la mole di informazioni e articoli di quotidiani dell’epoca, potrebbe e dovrebbe essere diffuso nelle scuole, nelle biblioteche, nell’ambito di iniziative culturali e messo così a disposizione di tutti ed in particolare dei giovani affinché si possa conquistare una maggiore consapevolezza della nostra storia collettiva e di quanto sia difficile affermare il valore delle proprie idee dinanzi alla sopraffazione e agli interessi politici dominanti. 

Gli interrogativi che possono nascere attorno alla figura dell’autore trovano risposte che rendono il libro di grandissima attualità ed interesse. 

Tàtari 25 de abrile 2015 
Giovanni Fara

venerdì 24 aprile 2015

Adesione a Sa die de sa Sardigna in tundu

L’Assòtziu Zirichiltaggia in occasione della festa nazionale del Popolo sardo del 28 Aprile aderisce al flash mob diffuso “poneti in tundu” organizzato dall’associazione Sa Die in Tundu. 
L’iniziativa consiste nel creare dei cerchi umani per esprimere un sentimento collettivo di appartenenza alla propria terra e ricordare con un gesto simbolico uno dei momenti più significativi della storia del nostro popolo: le rivolte antifeudali e la cacciata dei Piemontesi il 28 aprile del 1794.  
Sa Die de sa Sardigna è la giornata che simboleggia la lotta del nostro popolo per la libertà, una giornata di memoria storica nella quale ognuno di noi avrà la possibilità di celebrare con un semplice gesto il desiderio di emancipazione del popolo sardo. 
Parteciperemo ai cerchi umani per contribuire a riscoprire il significato profondo di questa giornata di festa, per dare vita ad un momento collettivo, ripetibile negli anni e capace di unire i sardi nella costruzione del proprio futuro e della propria coscienza nazionale. Abbiamo deciso di aderire a Sa Die de sa Sardigna in tundu perché crediamo che sia una iniziativa importante e utile segnare le tappe della nostra indipendenza nazionale.  

Assòtziu Zirichiltaggia
Tàtari, 24/04/2015

domenica 17 agosto 2014

Adesione al Tavolo condiviso Processo Quirra

Foto: Die de sa Vardiania, Quirra, 13 febbraio 2011
L’Assòtziu Zirichiltaggia aderisce al tavolo di dialogo unitario, condiviso e partecipato in vista della mobilitazione popolare lanciata per il prossimo 23 settembre a Lanusei in concomitanza con l’inizio del processo contro i generali del PISQ rinviati a giudizio per omissione dolosa e aggravata di cautele contro infortuni e disastri. 

Consideriamo questa una occasione importante per rimettere al centro del dibattito politico del nostro Paese le battaglie in difesa dell’ambiente, della salute dei sardi, della pace e della smilitarizzazione del territorio, specialmente in un momento in cui lo stato italiano tenta di mascherare gli effetti disastrosi dell’occupazione militare sulla nostra terra equiparandoli a quelli prodotti dall’inquinamento industriale al fine ultimo di evitare qualsiasi ipotesi di risarcimento e di bonifica delle aree compromesse.

Dopo oltre dieci anni di lotte, indagini ambientali e di studi effettuati sulle comunità e sui territori interessati dalle esercitazioni e dalle sperimentazioni belliche non possiamo più tollerare il silenzio della classe politica sarda, incapace di costruire un futuro di prosperità e di pace e non intenzionata ad affrontare nei giusti termini la questione della smilitarizzazione dell’isola in funzione del rilancio di settori strategici per la nostra economia, quali il comparto agro-pastorale o l’industria turistica. 

Alla luce dei fatti, riteniamo che lo stato italiano intenda proseguire con la sua politica coloniale, ostacolando in ogni modo il processo di disarmo della Nazione Sarda per preservare i proventi derivanti dagli affitti dei poligoni militari e nascondendo nel contempo le proprie responsabilità e quelle del suo esercito rispetto ai danni creati all’ambiente e alla salute dei sardi.

Pertanto, nel rispondere alla mobilitazione, auspichiamo un coinvolgimento della Nazione Sarda, di tutte le donne e gli uomini di Sardigna, in una battaglia di civiltà e di dignità che ponga al centro gli interessi dei sardi e la salvaguardia del proprio patrimonio ambientale quale principale risorsa di benessere e sviluppo, sottolineando la necessità di un coinvolgimento orizzontale di tutte le forze indipendentiste e delle organizzazioni che da sempre si battono per vedere tutelati i diritti collettivi del Popolo Sardo. 

Assòtziu politicu-culturale Zirichiltaggia
Tàtari, 17/08/2014

COMUNICATO DEI PROMOTORI   
Appello per tavolo condiviso processo Quirra

Alla cortese attenzione di:
ProgReS - Progetu Repùblica
A Manca pro s’Indipendentzia
Sardigna Natzione Indipendentzia
Sis-Ma - Sinistra indipendentista sarda - Movimento Anticapitalista
Coordinamento Non Bruciamoci il Futuro
Gettiamo le basi
Sardegna Palestina
Comitato Su Jassu
SCIDA - Giovunus Indipendentistas
Assòtziu - Su Majolu
Carovana Sarda della Pace
Comitato Medio Campidano per i Beni Comuni
Comitato Terrasana Decimoputzu
Comitato Sa Nuxedda Free Vallermosa
No Galsi Cagliari
Comitato Non Bruciamoci Il Futuro Macomer
Movimento Rifiuti Zero Sardegna
Comitato S'Arrieddu per Narbolia
Comitato per la tutela e lo sviluppo di Torre Grande/Oristano
Comitato Fuori dalle Pale Villanovaforru
Comitato Cittadini Liberi Ottana
Comitato No Chimica Verde-No Inceneritore Sassari/PortoTorres
Arci Sardegna
Isde Sardegna
ABC Planargia Montiferru
Collettivo Carraxu
Comitato Non Bruciamoci Il Futuro Cagliari
Progetto Comune Villacidro
Comitato No Megacentrale Guspini
Comitato Terra che ci Appartiene Gonnosfanadiga
No Galsi Villacidro
Comitato Nurra Dentro-Riprendiamoci l’Agro
Associazione Culturale Athenaeum2000 Decimomannu
Eutopia Turritana
Comitato Ambiente e Territorio Samatzai
Cittadini per Decimomannu
Associazione ”Nuoro – Atene Sarda”
Comitato NO Amianto Cagliari
WWF Sassari
Csoa Pangea Porto Torres
Carlofortini Preoccupati
Comitato Basso Campidano-aria-terra-acqua
Comitato No TrivelPaby Pabillonis
Comitato No alle trivelle del Montiferru
No al Progetto Eleonora Arborea
Gruppo di informazione indipendente “InBosa”
Sardegna Pulita Cagliari
Assotziu Consumadoris Sardigna Cagliari
Malerbe Alghero
Assòtziu Zirichiltaggia
Comitato Su Sentidu Decimomannu
Cìrculu Indipendentista “Hugo Chavez”
S'Idea Lìbera
Lipu Sardegna
AFeVA Sardegna
PS
Cagliari social Forum
Comintati No Radar Sardegna
Movimento per il Lavoro l'Ambiente i Diritti
Casteddu Antifascista Gruppo d'Intervento Giuridico
e tutti i Comitati e le Associazioni ambientaliste, antimilitariste che lottano in difesa della nostra terra.

Negli ultimi tempi, sono stati in parecchi coloro che hanno risollevato il problema dell'occupazione militare in Sardigna attraverso diverse battaglie: dalla lotta popolare e vincente contro i RADAR all'attenzione dedicata ai temi del riuso dei beni militari alla rinnovata battaglia contro i Poligoni. 

A tal proposito il Fronte Indipendentista Unidu aderisce con piacere alla manifestazione nazionale indetta a Capo Frasca per il 13 settembre prossimo, ma ritiene urgente la ripresa di un tavolo di dialogo unitario, condiviso e partecipato, che abbia come oggetto la mobilitazione popolare lanciata per il prossimo 23 settembre a Lanusei. 

In tale data avrà inizio il processo contro i generali del PISQ rinviati a giudizio per omissione dolosa e aggravata di cautele contro infortuni e disastri. Al di là della scarsa consistenza politica dei capi di imputazione e dell’esito che avrà il procedimento penale, si tratta certamente di un’occasione storica per infrangere il mito dell’intoccabilità dell’Esercito e della sua licenza a uccidere, inquinare, occupare nella nostra terra. 

Siamo convinti che gli indipendentisti, gli antimilitaristi, i pacifisti, i movimenti ambientalisti, tutti coloro che lottano per la salute fisica e mentale della nostra gente abbiano il dovere di sollecitare, particolarmente in questa occasione, una grande ondata di dissenso verso la presenza dell’Esercito in Sardigna e soprattutto verso i crimini contro la salute, contro l’ambiente e contro le comunità locali. 

Riteniamo che il 23 settembre possa essere una data simbolica di forte impatto sia umano che storico che politico. Proponiamo pertanto di organizzare insieme, in maniera assolutamente condivisa, democratica e paritetica, un grande evento capace di sollecitare l’opinione pubblica sarda ed internazionale e di rilanciare con forza la battaglia per la smilitarizzazione della nostra isola, per il riconoscimento dei gravissimi danni subiti dalla nostra gente e dal nostro territorio. Contemporaneamente chiediamo che quest'atto sia in forte opposizione al decreto legge del 25 giugno 2014, che equipara la tollerabilità delle aree militari a quelle industriali in materia di tollerabilità all’inquinamento, con gli effetti disastrosi che possiamo immaginare. 

Proponiamo pertanto un incontro operativo in modo da avere il tempo materiale di organizzare la mobilitazione. L'incontro è fissato per il 24 agosto, nella sede della Carovana Sarda della Pace, in via Ogliastra n° 43 a Cagliari, a partire dalle ore 17.00. 

Fronte Indipendentista Unidu



Adesione Manifestazione Nazionale Contr'a s'Ocupatzione Militare

L’Assòtziu Zirichiltaggia aderisce alla Manifestazione Nazionale Contra a s’Ocupatzione Militare indetta a Capo Frasca il 13 settembre. 
L’adesione a questa importante tappa del percorso di lotta e di emancipazione nazionale della Sardigna, attraverso il quale si promuove la smilitarizzazione dell’isola e la cultura della pace, è la conseguenza di anni di lotte intraprese dagli indipendentisti per affermare la naturale vocazione della nostra terra al dialogo, al confronto e allo scambio sociale e culturale fra i popoli del mediterraneo e tra il nord e il sud del mondo, in un’ottica politica che ribalti l’attuale ruolo di area di servizio della guerra riservataci dal colonialismo italiano.
Vogliamo affermare il nostro diritto ad un futuro di prosperità e di indipendenza nel quale solo i sardi possano decidere sull’utilizzo del proprio territorio e del proprio sviluppo socio-economico, liberi da qualsiasi condizionamento e imposizione dello stato italiano o di qualsiasi altra superpotenza che sfrutta oggi la nostra isola per scopi bellici divenuti ormai inaccettabili. Con una forte presa di posizione contro le esercitazioni israeliane intendiamo contrapporci agli interessi di uno stato che sfrutta la nostra nazione per fare affari d’oro dalle esercitazioni militari e dagli altissimi guadagni derivanti dagli affitti dei poligoni. Sarà l’occasione per vedere gli indipendentisti finalmente uniti in una manifestazione importante e determinante per la libertà e il futuro del nostro Paese, con la certezza che non venga mai più “utilizzato” per fini bellici ma che innalzi la bandiera dell’indipendenza, portavoce di uguaglianza, fratellanza fra i Popoli e libertà. 
Assòtziu politicu-culturale Zirichiltaggia
Tàtari, 17/08/2014

COMUNICATO PROMOTORI 
MANIFESTADA NATZIONALE CONDIVISA CONTRA A S'OCUPATZIONE MILITARE - CAPO FRASCA - 13 DE CAPIDANNI 

L'occupazione militare della Sardigna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare. La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio. Col passare del tempo lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari. L’occupazione militare rappresenta la negazione più evidente della nostra sovranità nazionale e impedisce uno sviluppo socio-economico indipendente del nostro popolo, condannano la Sardigna all'infamante ruolo di area di servizio della guerra. Vogliamo che la Sardigna diventi un'isola di pace e che il suo territorio sia assolutamente indisponibile per le esercitazioni di guerra, di qualunque esercito (compreso quello italiano) e sia interdetto a qualunque attività o presenza connesse con chi usa la guerra per aggredire altri popoli o per crimini contro i civili, colpendo ospedali, scuole, rifugi per sfollati e abitazioni civili. Chiediamo che la Sardigna sia immediatamente e per sempre interdetta all'aviazione militare israeliana. Invitiamo tutto il popolo sardo, le associazioni, i partiti e i comitati ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Capo Frasca il prossimo 13 di settembre per pretendere a gran voce: 
» Il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari. 
» Chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate. 

Sardigna Natzione Indipendentzia, A Manca pro s'Indipendentzia, Comitato Sardo Gettiamo le Basi, Comitato Su Giassu, Comitato Civico Su Sentidu.  
Nugoro  05/08/2014